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Strage di Capaci, il grido più forte è degli studenti
di Alessandro Giuliani
In occasione del 18esimo anniversario, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, il Governo era presente con tre ministri. Alle parole ferme del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha replicato il Guardasigilli Alfano. Toccante lettera del Capo dello Stato. Ma il messaggio più sentito contro la mafia è giunto da striscioni, maglie, cori e cortei di migliaia di ragazzi presenti all’evento.
Trascorrono gli anni, ma il ricordo e la rabbia per l’attentato mortale della mafia a il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani rimane sempre vivo. Anzi, il 23 maggio, in occasione del 18esimo anniversario di una delle pagine più buie della recente storia del nostro Paese le manifestazioni e celebrazioni, hanno probabilmente toccato l’apice.
Al porto di Palermo sono giunte due 'navi della legalità', ribattezzate ‘Giovanni e Paolo’, con a bordo 2.500 studenti che, accompagnati dai loro docenti, subito dopo lo sbarco si sono spostati nell'aula bunker del carcere Ucciardone: è il luogo divenuto il luogo simbolo della lotta a Cosa nostra dopo che nel 1987, a conclusione del primo maxi-processo, istruito da Falcone e Borsellino, furono condannati per la prima volta nella storia i vertici della mafia. Alla commemorazione della strage c’era tre ministri, tra cui quello dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che nell’occasione ha esaltato la figura dei due magistrati e siglato un protocollo d'intesa con la Provincia di Palermo, attraverso cui è stato assegnato alle istituzioni cittadine un bene confiscato alla mafia che presto diventerà un Campus studentesco.
L’evento era stato preceduto dal messaggio del Capo dello Stato, inviato a Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone': "meritano il massimo sostegno – ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - le indagini tuttora in corso su aspetti ancora oscuri del contesto in cui si svolsero i fatti devastanti di quel drammatico periodo. Esse potranno consentire di sgombrare il campo da ogni ambiguità sulle circostanze e le responsabilità di quegli eventi, rispondendo all'ansia di verità che accomuna chi ha sofferto atroci perdite e l'intero paese".
I riflettori dei media si sono ancora più spostati sull’evento quando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, ha rivolto un pubblico appello affinché sia preservata "l'indipendenza della magistratura". Di lì a poco la replica del Guardasilli, Angelino Alfano, che ha sottolineato nel suo intervento come l'indipendenza dei giudici non sia mai stata messa in discussione e che il rapporto col Governo "deve essere sempre inteso come un gioco di squadra". Il bunker si ulteriormente arricchito quando è stato letto il messaggio di solidarietà, giunto da oltreoceano, firmato da Kerry Kennedy, figlia del senatore Bob, che ha voluto ricordare il grande coraggio di Falcone e Borsellino nella lotta alla mafia, e come "il loro sacrificio, ancora oggi rappresenti uno straordinario esempio per ciascuno di noi".
Gli interventi sono stati particolarmente apprezzati da studenti, professori e cittadini presenti nell’aula speciale, i veri protagonisti della commemorazione che non hanno sottolineato la loro presenza attraverso striscioni, maglie, cori e cortei. Significativo il commento di Stefano Vitale, coordinatore dell’Unione degli Studenti': "le migliaia di studenti presenti oggi a Palermo rappresentano una bella dimostrazione di quanto le scuole e i giovani fanno contro le mafie combattendo ogni giorno l'indifferenza e l'omertà". Per il rappresentante studentesco la commemorazione dl 2010 "deve rappresentare un'ulteriore stimolo per tutti noi e per le istituzioni ad andare avanti, a non arrendersi nella lotta alle mafie. E' necessario che si moltiplichino gli sforzi anche sul piano educativo, attraverso progetti didattici e formativi che partano dalle istituzioni, dalle scuole e vedano il coinvolgimento dei giovani, del territorio, del mondo del volontariato e dell'associazionismo per creare – ha concluso Vitale - un fronte culturale comune".
Le celebrazioni sono proseguite per l’intera giornata: in tutta la città sono stati allestiti cinque 'villaggi della legalità', con l’intento di far conoscere più da vicino l'attività di associazioni antiracket come "Libera" e "Addiopizzo". Poi, nel pomeriggio, due cortei, con molti studenti, si sono snodati per le strade di Palermo per incontrarsi sotto l`'Albero Falcone', all'ora in cui si consumò la strage di Capaci: erano le 17.58 del 23 maggio del 1992, quando l'autostrada Palermo-Mazara del Vallo saltava in aria per mano mafiosa, sventrata dall'esplosione di 500 chili di tritolo…
23/05/2010
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