Home I lettori ci scrivono Assegnazioni provvisorie, si chiede riconversione sul sostegno per infanzia e primaria

Assegnazioni provvisorie, si chiede riconversione sul sostegno per infanzia e primaria

CONDIVIDI

Gli insegnanti assunti con il Piano Straordinario, a seguito dell’emanazione della L.107/2015 c.d Buona Scuola, continuano a cercare un dialogo con le Istituzioni e riportano i contenuti delle leggi riguardanti gli istituti della mobilità e delle assegnazioni provvisorie e la possibilità di potersi abilitare sulla classe di concorso relativa all’insegnamento del sostegno.

A partire da quest’ultima affermazione, il Decreto 377/17 riguardante esclusivamente la Scuola Secondaria, alla voce “Ampliamento dell’organico”, prevede che solo i docenti di ruolo possono accedere ad altre abilitazioni; pertanto si chiede che tale decreto venga esteso anche alla Scuola dell’Infanzia e alla Scuola Primaria, per consentire ai docenti di ruolo di accedere ai corsi di Riconversione sul Sostegno.

La Legge 107 stessa, infatti, prevede che l’insegnate assegnato al potenziamento possa essere incaricato anche su cattedre di sostegno.

In mezzo alla notizia

Si parla tanto di “Diritto dell’alunno disabile ad avere personale specializzato”: nel nostro ordinamento non basta essere immessi in ruolo, è uno dei pochi settori pubblici in cui il lavoratore deve sostenere un anno di prova e formazione e superare il colloquio.  La professione, quindi, viene certificata ed approvata da un comitato di valutazione e dal Dirigente Scolastico, dopo un percorso formativo lungo un anno scolastico.

Gli idonei all’ insegnamento sono solo gli insegnanti di ruolo.

In riferimento al Decreto 59/2017, si riportano, inoltre, le parole del Dott. Bruschi, ispettore MIUR, sulla necessità di attivare corsi di specializzazione sul sostegno anche per i docenti di ruolo.

L’ispettore del Miur, Max Bruschi, è intervento con un lungo post su FB riguardo ai docenti di sostegno, per evidenziare le carenze di organico e la necessità di avviare al più presto i corsi di specializzazione, anche secondo la vecchia disciplina. “Se mi chiedessero quale atto urgente andrebbe adottato nel settore scuola, non avrei molte esitazioni. Interverrei subito sulle specializzazioni sul sostegno. L’Italia ha compiuto, non da ieri, scelte precise sull’integrazione degli alunni con disabilità e propone, in linea generale, un modello di scuola inclusivo. L’una e l’altra strategia richiedono uno standard professionale adeguato per la generalità dei docenti. Ma il modello italiano richiede, altresì, la presenza di un numero elevato di insegnanti di sostegno con il titolo di specializzazione, viste non solo le migliaia di posizioni assegnate ogni anno sulla base di criteri che nulla hanno a che fare col SOS, ma la possibilità di creare “cattedre miste” su reciproco accordo tra DS e insegnante curricolare e l’opportunità di avere un sempre maggior numero di docenti che parlano la stessa lingua.

Vorrei che si riflettesse. Vi sono ragioni “vere” per non attivare un ulteriore ciclo sul sostegno ex DM 249/2010, dedicato ai docenti abilitati e ai docenti già di ruolo? I tempi ci sarebbero tutti, la necessità pure”.

L’istituto delle Assegnazioni Provvisorie, invece, permette al lavoratore della Pubblica Amministrazione di riavvicinarsi a casa a causa di necessità familiari. Pertanto, ai docenti di ruolo, per i motivi sopra citati, sia data la possibilità di usufruire delle cattedre di sostegno, anche se non in possesso del titolo.

Il Decreto 66/2017 cura e promuove l’inclusione scolastica. L’articolo 14 alla lettera b precisa che, nonostante il Dirigente Scolastico possa incaricare il personale precario per tre anni consecutivi sullo stesso posto, potrà farlo solo in subordine all’insegnate a tempo indeterminato che ha chiesto trasferimento o assegnazione provvisoria su quel posto.

Il Decreto 66/2017 non è quindi un nuovo Salva Precari, ma una Legge dello Stato che disciplina l’inclusione dell’alunno disabile e lo tutela dal punto di vista didattico, garantendogli personale qualificato ed esperto.

La Sicilia non può permettersi di spostare le esigue risorse al Nord; i docenti siciliani non possono sprecare uno stipendio, di suo misero, in affitti e tratte aeree.

L’immissione attraverso l Legge 107/2015 non riqualifica il Sud e non rimpingua le casse del Nord : è solo un reddito sprecato.

Si attende un riscontro.

Comitato nonsisvuotailsud