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L’Italia nella morsa del gelo, ancora neve e scuole ghiacciate: presidi e studenti in rivolta

Lunedì, 09 Gennaio 2017

L’Italia continua a stare in una vera e propria morsa di gelo. Che non risparmia le scuole, le quali in molti casi continuano a rimanere chiuse.

Il 9 gennaio il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo che prevede, a partire dalla serata, nevicate fino a quota di pianura su Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia, sopra i 200-400 metri sulla Calabria, e sopra 600-800 metri sulla Sicilia. Le temperature molto basse determineranno ancora diffuse gelate.

Dalla mattinata di martedì 10 gennaio, sono inoltre previste nevicate anche a quote di pianura, su Liguria, Lombardia, Veneto e Marche, con apporti generalmente deboli. Dal pomeriggio, poi, si prevedono precipitazioni, anche a carattere di temporale accompagnate da forti raffiche di vento e grandinate sulla Sicilia.

Anche il 10 gennaio, molte scuole rimarranno chiuse: in diversi comuni del Molise, a Potenza e a Matera e in sei dei dieci comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Niente lezioni neppure ad Enna, dove dopo la nevicata del 6 gennaio, la situazione nel capoluogo è difficile: da tre giorni, a causa di un problema elettrico alla diga Ancipa, la città è senz'acqua; l'erogazione é ripresa solo in alcune zone.

I disagi non hanno risparmiato gli atenei. Sempre a causa del persistere delle condizioni meteorologiche avverse le Università di Campobasso, Pesche-Isernia e Termoli hanno sospeso le attività didattiche per domani e dopodomani; stessa decisione per le sedi universitarie di Potenza e di Matera;

Molti disagi sono dovuti al congelamento degli impianti. Che però, evidentemente, non sono proprio di recente costruzione, né di ultima generazione.

Le caldaie si sono bloccate a Bergamo e a Pisa. Nel torinese e nell'astigiano, due scuole si sono bloccate per la rottura della caldaia; nel veneziano il gelo ha fatto saltare i tubi degli impianti idrici d'emergenza in alcune scuole; a Pietrasanta (Lucca) ben 7 istituti hanno evidenziato rotture o guasti agli impianti di riscaldamento.

Diversi problemi di riscaldamento sono emersi a Roma: molti studenti, soprattutto delle superiori. Per l’Anp non ci sono dubbi: il piano “scuole calde” (con i riscaldamenti accesi già dal fine settimana e dalle 3 del mattino del 9 gennaio) non è stato sufficiente. Soprattutto alle superiori.

Perché tanti allievi delle secondarie di secondo grado, con i loro docenti, hanno trovato gli ambienti scolastici gelidi.

All'istituto di istruzione superiore di via Silvestri 301 dove un blocco della caldaia causato dalle temperature rigide ha provocato la mancanza di riscaldamento nelle sedi Malpighi e Ceccherelli e la conseguente sospensione dell'attività didattica già alle 9 del mattino.

 

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Nello storico Galilei, per l'eccessivo freddo, un gruppo di studenti ha minacciato la 'rivolta': se continua così, per alcuni giorni non entreranno. "La loro è una richiesta di aiuto, la scuola è ghiacciata. In classe stanno con piumino e cappello ma palestre e laboratori sono inagibili - punta il dito la preside Elisabetta Giustini -: La sindaca Raggi è anche sindaca della Città Metropolitana, avrebbe dovuto dare indicazioni di riscaldare anche gli istituti statali 24 ore prima".

Da Pomezia, la dirigente scolastica del Pascal, Laura Virli, ha denunciato "un termometro fermo a 7 gradi da stamane" con "i riscaldamenti che sono stati spenti a mezzogiorno. I ragazzi sono congelati, molti maggiorenni sono usciti prima per il freddo. È una cosa scandalosa - tuona - non si può risparmiare sui riscaldamenti".

Ma i disagi e le proteste per il freddo intenso vengono segnalati da nord a sud della città: dall'asilo nido Campo di tulipani e alle scuole materne Torre e Manzoni, dall'istituto comprensivo Matteo Ricci fino al liceo Machiavelli.

Anche secondo Andrea Russo, segretario della rete degli studenti medi del Lazio, 'l'operazione scuole calde' “non è stata sufficiente, i problemi sono strutturali. Diverse scuole di Roma hanno riscontrato guasti agli impianti di riscaldamento”.

Dalla giunta “grillina”, guidata dal sindaco Virginia Raggi, sottolineano però che "su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale, sono stati segnalati 62 malfunzionamenti o mancati avvii. Su circa una ventina di questi malfunzionamenti si è già prontamente intervenuti ieri (domenica 8 gennaio ndr). I restanti si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione".

Risponde per le rime Mario Rusconi, vice-presidente Anp, secondo cui “l’intervento dei tecnici municipali per l’accensione dei riscaldamenti nelle scuole è stato tardivo (sabato nella tarda

mattinata) e a macchia di leopardo. In molte scuole risulta, addirittura, che non siano state messe in funzione le caldaie”.

Inoltre, il rappresentante dei ds torna a denunciare “lo spegnimento dei riscaldamenti durante le vacanze natalizie in cui la didattica è sospesa ma gli uffici continuano regolarmente a funzionare”.

Rusconi, infine, chiedo ancora “all’amministrazione comunale di accettare l’offerta di collaborazione (gratuita e senza mire di carriera politica) dei dirigenti scolastici e degli addetti alla sicurezza nelle scuole, per affrontare per tempo e non solo sotto la pressione dell’emergenza le questioni basilari degli istituti scolastici”.

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