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Visualizza articoli per autore: Alessandro Giuliani

 

Dopo l’ex ministro Brunetta, anche il presidente della commissione Lavoro della Camera sostiene che la tassa sulle pensioni più alte, quelle da 5.000 euro netti mensili in su, già esiste ed è stata istituita dal Governo Letta: l’attuale esecutivo farebbe bene a concentrarsi, in vista del CdM del 29 agosto, su quali saranno i contenuti della promessa riforma della scuola e che fine ha fatto "Quota 96".

 

 

La formula, sebbene a rischio incostituzionalità, sarebbe quella progressiva adottata dall’ultimo Governo Berlusconi e confermata da Monti: un taglio del 5% tra 90mila e 149mila euro, 10% sopra i 150mila e 15% per i redditi oltre i 200mila euro. Per Renzi si tratterebbe di una di quelle manovre-paracadute utili a presentarsi a fine mese davanti all’Ue con i conti in ripresa. Il ricavato aiuterebbe infatti a ridurre il debito sotto il 3% e a migliorare il welfare. E magari a risolvere diverse questioni irrisolte. Come quella dei ‘Quota 96’.

 

"Perché tra 10 anni l'Italia sarà come la fanno oggi gli insegnanti. Noi lavoriamo su questo in #agosto", riporta il tweet inviato il 19 agosto dal premier: dopo aver smentito le ricostruzioni di stampa sui "progetti segreti del Governo", ha così elencato le iniziative in campo sulla giustizia civile, lo Sblocca Italia e, appunto, la scuola. Il riferimento al 29 agosto non è casuale: quello stesso giorno si svolgerà il primo CdM dopo la pausa estiva.

Federconsumatori è preoccupata perché nonostante la crisi, le strategie e l'inventiva delle famiglie, che fanno di tutto per risparmiare su questa voce di spesa, i prezzi, seppure in maniera contenuta, continuano ad aumentare: con il nuovo a.s. solo per testi e dizionari si spenderanno in media 529,50 euro per ogni ragazzo, +1,6% rispetto al 2013.

Alla preselezione per l'accesso agli oltre 22mila posti disponibili del secondo ciclo di TFA ordinario, svolti fra il 14 e il 31 luglio, hanno partecipato 101.414 candidati, in media più giovani del primo ciclo. A fornire i numeri e le percentuali di successo ê stato il Miur: nelle classi di concorso singole è passato poco più del 40% dei candidati, negli accorpamenti passa invece il 67%. In tutto sono stati proposti 2.840 quesiti: a seguito degli accertamenti post-prove, 16 sono stati però annullati e altri 18 modificati.

Cosi ha risposto il Ministro a Umberto Buratti (Pd), sindaco di Forte dei Marmi, che un paio di giorni fa aveva scritto al suo conterraneo lucchese, ora responsabile del Miur, per chiedere di rinviare l’apertura delle scuole al primo ottobre e permettere così di salvare in parte la stagione estiva funestata dal maltempo: non possiamo danneggiare le famiglie, le nostre vere interlocutrici.

Sui social network sale l’attenzione per la manifestazione da attuare a Roma, nello stesso giorno in cui il Consiglio dei ministri potrebbe dare l’ok alla prima parte di quella riforma della scuola annunciata da tempo dai vertici del Miur e del Pd: in piazza scenderanno così gli ultra sessantenni, prima bloccati dalla riforma Fornero e poi illusi dal Governo Renzi, assieme ai precari, in particolare quelli che si sono visti soffiare il ruolo per lo spostamento in massa di colleghi del Sud nelle province con più posti del Centro-Nord. I supplenti che non potranno raggiungere la capitale, manifesteranno nelle loro città.

A sostenerlo è l'ex senatore leghista Mario Pittoni, che nel riproporre la riforma di reclutamento regionale risponde alla segretaria Pd del Friuli-Venezia Giulia, Antonella Grim, che lo aveva accusato di creare "pericolose spaccature sociali" tra i docenti, promuovendo riforme che non rispettano Costituzione e norme Ue: l'unico punto su cui sussisteva il dubbio di costituzionalità era la "residenza", che abbiamo sostituito col "domicilio professionale", previsto dalle norme europee già recepite dall'Italia.

Studio Cna sulle 'Nuove emigrazioni': tra il 2007 e il 2013 è raddoppiato il numero di quarantenni e cinquantenni che hanno fatto "le valigie alla ricerca di un lavoro". Nel 2013 hanno lasciato il Paese oltre 125mila adulti, suppergiù gli abitanti della Val d'Aosta. Nella stragrande maggioranza, oltre 80mila, erano italiani. E non è più la bassa manovalanza di fine Ottocento o del dopoguerra, quando si emigrava in Germania o in Sud-America da analfabeti.

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