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Blog Tecnica della scuola

Uno sciopero senza precedenti quello dello scorso 5 maggio,del resto  proprio come tra gli operatori della scuola ci si aspettava. Il governo è invece restato basito davanti al 70% dei lavoratori in sciopero e alle migliaia e migliaia di persone che sono scese in piazza per urlare, anzi fischiare, il proprio dissenso alla riforma voluta da Renzi. Le piazze di tutt’Italia sono state invase dalla protesta non soltanto dei docenti e del personale ATA, ma anche degli studenti e delle loro famiglie, al grido di “Renzi stai sereno, non ti voteremo!”, una minaccia che è evidentemente andata a segno, visto...
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in Uncategorized 3184
  L’Inno di Mameli - inno nazionale di fatto, ma non di diritto, dal 1946 - dovrebbe essere insegnato in tutte le scuole, come stabilisce una leggina del 2012, che tuttavia non ha il coraggio di chiamarlo “inno nazionale”. D’altra parte, molto coraggio si richiede agli insegnanti per sostenere la validità di questa composizione retorica d’altri tempi come rappresentativa della nazione italiana di oggi, un testo che non è in sintonia con valori fondanti della Costituzione come la pace, da costruire anche attraverso l’adesione a organismi sovranazionali, e il ripudio della guerra. L’incipit “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta” non pone problemi....
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in Uncategorized 1742
  A leggere le dichiarazioni di Renzi, Giannini, Faraone e compagnia non c’è che da rimanere basiti. Di fronte ai numeri di una protesta così massiccia, tutti continuano a ripetere i soliti ritornelli degli investimenti miliardari e della riforma rivoluzionaria. “Andremo avanti a testa dura” ripete Renzi, ormai prigioniero del cliché che si è costruito addosso: la corsa perpetua, come un criceto dentro la sua centrifuga. “Possono fare quello che credono, dirci quel che vogliono ma non molliamo di un millimetro”. Il commento più soft, che leggiamo sui giornali, da parte dei renzani è stato: “la protesta è stata affrettata e...
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in Uncategorized 1883
Qual è l’obiettivo pedagogico, sociale, culturale  e formativo della riforma della scuola messa in campo dal governo Renzi? Purtroppo questi obiettivi non esistono, si tratta di una riforma vuota, che non è basata su principi valoriali, ma punta unicamente  a colpire  la democrazia  espressa dalla collegialità e la libertà d’insegnamento dei docenti. È a tutti evidente che la riforma della scuola è stata fatta per annientare il presunto corporativismo degli insegnanti, che sono considerati eccessivamente sindacalizzati. Si tratta quindi di una riforma fatta contro il sindacato e contro l’idea che possa esistere qualunque  forma di potere, volta a difendere i...
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in Uncategorized 2210
  Da più parti, negli ultimi anni, si è criticata la scuola italiana ed europea accusandola di essersi svenduta al mercato per aver messo al centro della sua azione le competenze. In genere i critici aggiungono, dall’alto del loro “competente” sapere, un’annotazione riferita al fatto che competenza sarebbe la traduzione educativa del competere, ovvero della competizione che è il cuore del sistema tardo liberistico. Fosse così avrebbero, a mio parere, decisamente ragione. E avrebbe ragione, ad esempio, Alain Goussot che oggi, nel suo ultimo intervento per Comune-Info, scrive che la riforma della scuola “è funzionale alla logica dell’economia di mercato e...
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in Uncategorized 3178
  Basta con le ipocrisie e le squallide bugie! Gli insegnanti non sono stupidi ed hanno capito benissimo cosa si nasconde dietro la riforma della scuola. Altro che squadristi, abulici o aggressivi, gli insegnanti sono veri intellettuali, uomini e donne di grande intelligenza che amano profondamente la Costituzione della Repubblica e la scuola pubblica. Gli insegnanti italiani non sono affatto abulici, ma è grazie al loro attivismo intellettivo e intellettuale, che la scuola funziona, nonostante i bassissimi stipendi, la mancanza di fondi adeguati e un’edilizia scolastica da terzo mondo. Certo è che gli insegnanti detestano le ipocrisie di chi, mentre distrugge...
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in Uncategorized 5864
  Ha voluto la consultazione pubblica “più grande d'Europa” per farsene un baffo. Quello che doveva essere il metodo dell’ascolto e della riforma dal basso è fallito, non tanto per la bassa partecipazione, quanto per il totale menefreghismo in cui sono stati tenuti i risultati. Chi nella scuola ci lavora ogni giorno ha avuto subito la percezione di una colossale presa in giro, nel metodo e nel merito. Proviamo a fare un breve elenco delle bufale più macroscopiche decantate come Buona Scuola. Non c’è un progetto educativo. A sentire Renzi, l'Italia dei prossimi 50-100 anni dipenderà dal modello educativo impresso dalla sua...
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in Uncategorized 3534
Il prossimo 5 maggio si sciopererà in massa.  “Chiuderemo le scuole”, hanno gridato dal palco di piazza Santi apostoli in occasione della manifestazione delle RSU che si è tenuta a Roma lo scorso 18 aprile. Flc-Cgil, Uil scuola, Cisl scuola, Gilda-Unams, Snals-Confsal si sono date appuntamento quel sabato mattina per dire insieme “no” al ddl di riforma della scuola di Renzi. Per far capire all’opinione pubblica che - si voglia ammetterlo oppure no- proprio nella scuola non c’è consenso sulla “Buona scuola”. E così la piazza si è fatta sentire attraverso non solo le voci ufficiali dei rappresentanti sindacali ma...
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in Uncategorized 6081
  Per potere governare dignitosamente e prendere decisioni importanti, che potrebbero influenzare  la vita di milioni di persone e anche delle generazioni future, bisogna avere la capacità di comprendere le ragioni degli altri, soprattutto quando queste sono spiegate e ragionate dal grande popolo di intellettuali di un intero Paese. L’inettitudine di chi non arriva a comprendere le ragioni esplicate, con estrema lucidità e puntualità, da numerosi professori, anche di fama internazionale riconosciuta , è una cosa triste e penosa. Chi non accetta le critiche costruttive, liquidandole come il becero conservatorismo di alcuni “professoroni”, non solo dimostra, come giustamente ha ricordato il...
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in Uncategorized 4806
La liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista cominciò il 25 luglio 1943, con il voltafaccia del re Vittorio Emanuele III che destituì il suo dittatore Mussolini; proseguì il 25 aprile 1945 con la vittoriosa insurrezione dei partigiani nell’Italia del Nord occupata dai nazisti, e giunse a compimento il 2 giugno 1946 con l’abolizione del potere monarchico, complice di quella dittatura. La celebrazione della data simbolica del 25 aprile serve a ricordare che nella primavera del 1945, per merito anche di quanti avevano combattuto nella Resistenza, il popolo italiano fu liberato da sei gravi calamità non naturali: dalla guerra, dalla dominazione tedesca,...
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in Uncategorized 1681
“Siamo il disonore, la vergogna dei governi”, cantavano amaramente gli emigranti italiani costretti a lasciare la loro terra e i loro affetti, per cercare lavoro e “fortuna” all’estero, proprio ai tempi della “Belle époque”. Si imbarcavano per la “Merica” (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Venezuela) o per l’Australia, o varcavano le Alpi - anche da clandestini - diretti in Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra. Andavano a fare i lavori più umili e più pesanti, spesso disprezzati, insultati, criminalizzati, talvolta persino linciati. Nel quarantennio precedente lo scoppio della Grande Guerra, in cui la ricca borghesia europea si divertiva, e la monarchia...
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in Uncategorized 1963
Qual è la scommessa fatta dal Premier Renzi sulla scuola? L’ha fatta durante il suo intervento alla Luiss School government, la settimana prima di Pasqua, dichiarando espressamente che "l'Italia dei prossimi    50-100 anni sarà non come sarà fatta dalla riforma del lavoro” , che lo stesso Renzi difende a spada tratta, “dalla riforma della Pubblica Amministrazione o dalle riforme istituzionali, ma sul modello educativo. Il Presidente Renzi ha anche detto che sulla riforma della scuola ci giochiamo una delle chance di essere superpotenza mondiale. In buona sostanza ha dichiarato che serve una vera e propria "scommessa sulla scuola". C’è chi...
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in Uncategorized 2350
  C’erano 54 alunni nella terza classe elementare del maestro Perboni, il primo giorno di scuola dell’anno 1881/82. Ma erano ancora pochi, secondo i parametri stabiliti dai governi sabaudi con la “politica della lesina”. Perciò, il quinto giorno, il direttore pensò bene di ficcarcene un altro, il cinquantacinquesimo. A un certo punto Perboni “dal troppo lavorare s’è ammalato: cinque ore di lezione al giorno, poi un’ora di ginnastica, poi altre due ore di scuola serale, che vuol dire sfiatarsi dalla mattina alla sera”. Siamo nella scuola municipale della Torino “umbertina” raccontata nel libro “Cuore” da Edmondo De Amicis. Lo scrittore attribuiva...
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in Uncategorized 2110
  Il metodo renziano  di fare propaganda sulla Buona Scuola, predicando bene e razzolando male, rappresenta l’apogeo dell’elogio figurato dell’ipocrisia. Renzi che, nel discorso alle Camere fatto per ottenere la fiducia per governare l’Italia, aveva messo al centro della sua agenda politica la scuola pubblica e gli insegnanti, sembra essersi dimenticato dei suoi buoni propositi da predicatore. Infatti nelle vesti di predicatore diceva: ''gli insegnanti oggi sono degli eroi: con stipendi quasi ridicoli - e potremmo anche togliere il quasi - sono chiamati alle funzioni di educazione della persona''. Inoltre lo showman di Palazzo Chigi, abile e fine comunicatore, diceva: “...
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in Uncategorized 3480
“Vorrei sapere - domandò Flavia durante l’ora di attualità della Terza D - perché nelle aule delle scuole pubbliche italiane, frequentate anche da non cristiani, si espone il Crocifisso”. L’insegnante di lettere, professor Nicolaus, rispose indirettamente, congratulandosi con la ragazza per essersi accorta che sulla parete di fronte a lei era appesa una statuina di Gesù inchiodato alla croce del suo martirio: “di quel Cristo - disse - dalla cui nascita ormai tutti nel mondo contano gli anni; di quel Maestro di vita che per primo, nella storia, riconobbe la pari dignità di tutti gli esseri umani, comprese le donne...
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in Uncategorized 2636
  Quello che uscirà dal ddl scuola targato Renzi non è la “piena attuazione” dell’autonomia scolastica, ma piuttosto lo stravolgimento. Lo scopo è di conseguire il massimo efficientamento e la “massima flessibilità” nell’utilizzo delle risorse, quelle umane specialmente. Ma la finalità educativa è sparita perfino dal lessico. Le famiglie restano del tutto marginali. Gli studenti sceglieranno un’offerta più da intrattenimento che formativa, con pacchetti preconfezionati stile supermarket. Il docente diventa a “precarizzazione crescente”, in balia dei piani triennali, della chiamata da parte dei dirigenti scolastici, della conferma o meno del posto. I “meritevoli” avranno la gratificazione di un piccolo bonus annuale...
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in Uncategorized 3554
    Qual è, secondo il Pensiero omologato, lo scopo della settimana per gli italiani? Godersi il weekend. Ecco perché la fine della settimana è stata ribattezzata “il fine settimana” dai telegiornali del Bel Paese. I quali, poi, hanno esteso per analogia la mutazione di genere e di significato alla fine della vita, riproponendola come “il fine vita”. Il Pensiero omologato ci dice, infatti, che lo scopo della vita è la morte autogestita ma non bisogna chiamarla con questo brutto nome. Sono due perle che fanno da spia di un processo di “involgarimento” della lingua italiana “classica” in un parlato “italianese”,...
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In politica cambiare idea non è reato, anzi è tipico delle persone intelligenti, però, per non tradire il proprio mandato, sarebbe opportuno ammetterlo ed assumersi le proprie responsabilità politiche. Ci piace ricordare l’attuale responsabile scuola del Partito Democratico, senatrice Francesca Puglisi, quando era, per sua stessa ammissione e vocazione, bersaniana, e sosteneva che la chiamata diretta dei docenti, da parte dei dirigenti scolastici, era un’idea a dir poco stravagante. La Puglisi diceva un “no” fermo e chiaro, secondo le linee programmatiche del suo partito, contro la proposta Aprea della chiamata diretta degli insegnanti da parte dei DS in regione Lombardia. Il...
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  Il dibattito sul disegno di legge presentato dal governo in questi giorni sta prendendo una piega davvero particolare ed inquietante almeno su un punto, quello che riguarda la figura del dirigente scolastico. Ovviamente è legittimo e doveroso esprimere le proprie critiche all’impostazione renziana ma non credo sia né corretto né giusto farlo usando argomenti bislacchi, a volte ingiuriosi, e che certo possono rovesciarsi addosso a chi li usa.   Il buon vecchio Bacone   Il filosofo Francesco Bacone è famoso per la sua teoria degli idola. Secondo Bacone, infatti, prima di iniziare un discorso – ed un discorso scientifico in...
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  Lo capirebbero anche i bambini che in un tessuto sociale come quello italiano, intriso di corruzione e malaffare, introdurre una norma che dia enormi poteri ai dirigenti scolastici, è una cosa sbagliata e profondamente impopolare. E allora perché Renzi avrebbe deciso di consegnare le scuole all’insindacabile decisionismo dei Presidi? Perché creare la figura del Preside padrone che può scegliersi i docenti che desidera e premiare i suoi insegnanti preferiti? In un’Italia dove non manca giorno in cui si scoprono casi eclatanti di corruzione, si pensa di dare fiducia ai dirigenti scolastici , dando loro la libertà di decidere del futuro...
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