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Blog Gianluca Rapisarda

Alunni disabili visivi ed indicatori di qualità

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Sono stati definiti gli Indicatori di Qualità dell’inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva, elaborati da chi scrive e approvati dal NIS (Network per l’Inclusione Scolastica) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Al contempo, lo stesso NIS sta lavorando a fondo sulla predisposizione di un “vademecum” riguardante i servizi e tutti i punti di riferimento a cui potranno rivolgersi i genitori e gli operatori coinvolti nel processo di inclusione scolastica dei bambini/ragazzi ciechi e/o ipovedenti.

A tal proposito è opportuno rammentare che nei mesi scorsi sono state predisposte pure le Linee Guida dei servizi di supporto e di consulenza educativa e tiflologica e che sono ormai in dirittura d’arrivo sia la stesura definitiva dello schema della struttura della rete dei servizi per il sostegno scolastico alle persone con disabilità visiva, sia la definizione dei criteri di valutazione del grado di qualità della loro inclusione.

Gli Indicatori di Qualità di seguito elencati rappresentano un documento che è il frutto della sintesi di diverse sensibilità e competenze.

Un modello di collegialità, di strategica unità d’intenti e di logica di rete, ossia la medesima idea ispiratrice del presidente nazionale UICI Mario Barbuto, quando all’inizio di quest’anno ha promosso la nascita del citato NIS. Si tratta di uno sforzo collaborativo all’insegna della condivisione e dell’impegno comune che, a mio modesto avviso, in queste settimane di intenso dibattito al Ministero sulla riforma del sostegno, dovrebbe animare anche la politica scolastica di tutte le Associazioni di e per disabili, nell’unico interesse delle persone con disabilità italiane e al solo scopo di farci vincere le difficili sfide della modernità e dell’inclusione scolastica del presente e del futuro.

Prima dunque di passare all’elenco degli Indicatori di Qualità, ringrazio sentitamente, per l’enorme passione e per l’eccezionale impegno, i colleghi che mi hanno affiancato nel Network NIS, vale a dire Giancarlo Abba, Vincenzo Bizzi, Michele Borra, Roberta Caldin, Marco Condidorio, Luciano Paschetta, Pietro Piscitelli, Stefano Salmeri e Lorenza Vettor.

 

Gli Indicatori di Qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva

Il Network per l'Inclusione Scolastica (NIS) - espressione degli Enti: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, I.Ri.Fo.R e Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" - individua i seguenti “indicatori di qualità per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva".

 

Dovranno essere garantiti:

 

A) L’assegnazione, da parte dello Stato, sin dall’inizio dell’anno scolastico e per il tramite dell’Amministrazione scolastica, dei docenti per il sostegno agli studenti disabili visivi, frequentanti la scuola statale di ogni ordine e grado, per assicurare il loro diritto all’educazione e all’istruzione certificata ai sensi dell’articolo 13 della legge n.104 del 1992.

B) L’assegnazione agli alunni/studenti con disabilità visiva di docenti per il sostegno, che abbiano acquisito durante la specializzazione informazioni sulle didattiche delle singole discipline concernenti i modi di apprendimento dei disabili visivi e che , comunque, ogni volta che si trovino ad operare con un alunno minorato della vista, svolgano, ad inizio di anno scolastico, un breve corso di aggiornamento coi Colleghi curricolari su come leggere insieme la sua diagnosi funzionale o profilo di funzionamento e come impostare insieme e valutare il suo PEI.

C) L’assegnazione agli alunni con disabilità sensoriale, da parte degli Enti locali, del personale dedicato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione, come previsto dall’articolo 13, comma 3, della legge n.104 del 1992.

 

D) L’istituzione da parte del MIUR della figura dell’"esperto in scienze tiflologiche" o, quantomeno, di una figura che possegga competenze di base in tiflopedagogia e tiflodidattica.

 

E) La qualità della formazione delle figure professionali dell’assistente alla comunicazione dei disabili sensoriali e dell’"esperto in scienze tiflologiche" attraverso la certificazione delle loro competenze, rilasciata dall’Università, dopo la frequenza di appositi master. Tale certificazione delle competenze, con il rilascio dei due rispettivi titoli, costituiscono la "patente abilitante" all’esercizio della loro professione.

F) L’uniformità, su tutto il territorio nazionale, della definizione dei profili professionali del personale destinato all’accompagnamento, alla comunicazione, ed all’assistenza specialistica degli alunni con disabilità visiva (l’assistente all’autonomia ed alla comunicazione e l’esperto in scienze tiflologiche), attraverso l’individuazione di specifici percorsi formativi propedeutici allo svolgimento dei compiti assegnati (punto D).

 

G) La definizione da parte delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di un Piano Annuale d’Inclusività (PAI) che sia parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).

 

H) L’istituzione da parte del MIUR di uno Sportello di Consulenza Tiflodidattica, presso i CTS esistenti su tutto il territorio nazionale, per fornire informazioni ed assistenza di base agli studenti disabili visivi ed alle loro famiglie.

I) La creazione da parte degli Enti Locali, nell’ambito della programmazione regionale, di un Centro di Consulenza Tiflodidattica (ove possibile per ogni provincia o città metropolitana, o comunque di almeno uno per Regione) in modo da favorire la costituzione di una rete tra tutti gli Enti e le strutture deputati al processo di inclusione scolastica degli studenti minorati della vista del territorio.

 

J) L’applicazione, da parte degli Enti locali, del Dlgs 30 marzo 2001, n. 165 e della Legge 4 del 9 gennaio 2004 (c.d. Legge Stanca) sull’accessibilità, sulla fruibilità ed usabilità degli strumenti tecnologici e degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche.

 

K) L’efficienza e la qualità del materiale tiflodidattico e tifloinformatico, negli Istituti di ogni ordine e grado, ad uso degli studenti con disabilità visiva, determinato dallo studio di progettazione tiflologica e di realizzazione sostenibile in termini di costo, distribuzione e reperibilità effettuato da un "esperto in scienze tiflologiche".

 

L) La periodica manutenzione tecnica del materiale tiflodidattico e delle tecnologie assistive delle scuole di ogni ordine e grado, per assicurarne le condizioni di funzionalità, l’aggiornamento costante e l’efficienza dello stato strutturale.

M) L’obbligo del rilascio da parte del venditore alle scuole, agli Enti locali, alle Asl ed ai privati di una “garanzia”, contenente le seguenti informazioni relative agli strumenti tecnologici, tiflotecnici ed ai sussidi tiflodidattici: costruttore, costo, anno di produzione, eventuale venditore ed ovviamente, anche il libretto delle istruzioni trascritto in formato accessibile. Tale “documento d’identità” delle attrezzature tifloinformatiche e dei sussidi tiflodidattici costituisce il loro certificato di qualità.

 

N) L’effettuazione di azioni finalizzate all’educazione, formazione ed istruzione dei disabili visivi, che tengano conto della condizione di cecità o di ipovisione, volte al successo formativo ed al processo inclusivo degli studenti minorati della vista sarà specifico e di tipo tiflopedagogico nel metodo e nell’applicazione, ed avrà come certificatore dei risultati l’equipe “tiflopsicopedagogica”.

O) L’obbligo del rispetto da parte delle scuole private “paritarie” della normativa nazionale e delle leggi regionali vigenti in materia di diritto allo studio scolastico degli alunni/studenti con disabilità.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

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Docente di storia e filosofia di un liceo scientifico, da non vedente, è stato presidente dell’Istituto  per ciechi di Catania ed è direttore scientifico dell’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’Uici. Si interessa di pedagogia speciale e di didattica inclusiva e scrive per diverse riviste e portali sulla disabilità