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Blog Gianluca Rapisarda

Delega sull'inclusione entro fine anno?

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In occasione di un recente incontro con i sindacati, il Miur ha annunciato che metterà mano alla legge delega sull’inclusione entro la fine dell’anno.

La legge trae origine dalla proposta n. 2444, promossa da FISH e FAND (Federazioni tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), concernente appunto i possibili contenuti dell’emanando decreto delegato sull’inclusione scolastica, con riguardo a una serie di principi qui di seguito elencati:


1. un approfondimento dei contenuti dei corsi di specializzazione con 150 crediti formativi “pesanti” sulle diverse didattiche generali e speciali;
2. una formazione iniziale dei futuri docenti curricolari, comprendente 30 crediti formativi sull’inclusione, al fine di evitare la delega ai soli docenti per il sostegno;
3. l’elencazione dei possibili “livelli essenziali delle prestazioni scolastiche”, come l’obbligo di 2 ore mensili di programmazione congiunta per i docenti delle scuole superiori;
4. l’obbligo di aggiornamento ad ogni inizio d’anno sull’impostazione congiunta del PEI (Piano Educativo Individualizzato) dei singoli alunni con disabilità presenti ogni anno nella loro classe ecc.;
5. l’obbligo degli interventi per il trasporto gratuito a scuola e dell’assistenza per l’autonomia e la comunicazione;
6. l’obbligo della continuità didattica per i docenti, specie per il sostegno e per gli assistenti;
7. la sostituzione della diagnosi funzionale col “profilo di funzionamento”;
8. l’obbligo di indicatori per misurare la qualità inclusiva realizzata nelle singole classi e scuole e l’aggiornamento dei supporti territoriali all’inclusione, come i GLIR, i CTS e i CTI [rispettivamente Gruppi di Lavoro Interistituzionali Regionali, Centri Territoriali di Supporto e Centri Territoriali per l’Inclusione, N.d.R.];
9. l’obbligo dell’aggiornamento in servizio per dirigenti, docenti e collaboratori scolastici;
10. la modifica della normativa sull’istruzione domiciliare, che deve essere garantita a tutti coloro che, per gravi motivi di salute, abbiano una prognosi di impossibilità a frequentare le scuole per almeno 30 giorni, come stabilito nell’articolo 12, comma 9 della Legge 104/92.

Sul dibattuto tema della separazione delle carriere dei docenti per il sostegno, preso atto della contrarietà degli attuali docenti specializzati, le Federazioni FISH e FAND sono disposte a rinunciarvi, purché vi sia l’obbligo di permanenza per dieci anni sul posto di sostegno, la mobilità solo come passaggio di cattedra e la continuità didattica sino al completamento di un determinato ciclo di studi da parte dell’alunno seguito.

Ritornando alla delega che, come apprendiamo da una nota, è oggetto di informativa sindacale, trattasi di quella prevista dal comma 181 della legge n.107/2015 - lettera c): promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione.
Durante la recente riunione di cui sopra, l’Amministrazione ha fornito informazioni puntuali soprattutto su:


1. ruolo del personale docente di sostegno;
2. revisione dei criteri di inserimento nei ruoli del sostegno didattico;
3. revisione delle modalità e dei criteri relativi alla certificazione.


Il ruolo dei docenti di sostegno deve essere ridefinito nella direzione di una maggiore formazione. In merito, infatti si punta ad incrementare i crediti previsti per il conseguimento della specializzazione, che dovrebbero essere aumentati a 120 CFU, insieme ad un potenziamento dell’attività di tirocinio.
Quanto alla revisione dei criteri di inserimento nei ruoli del sostegno didattico, l’obiettivo è quello di garantire la continuità del diritto allo studio degli allievi disabili, facendo sì che gli stessi abbiano lo stesso docente di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione (quindi il medesimo insegnante per il sostegno per i 5 anni di scuola primaria, per i 3 anni di scuola secondaria di I grado e per i 5 anni della scuola secondaria di II grado).
Quanto alla certificazione della disabilità, dovrebbe continuare ad essere effettuata dalle attuali commissioni mediche, ma con specialisti adeguati ai minori ossia pediatri e non geriatri. La stessa commissione, poi, integrata da personale scolastico, dovrebbe procedere ad una valutazione “diagnostico-funzionale”, in modo da definire la gravità della disabilità in rapporto alla scuola.
La summenzionata delega prevede anche altri aspetti quali:


– l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali, tenuto conto dei diversi livelli di competenza istituzionale;
–la previsione di “indicatori di qualità” per l’autovalutazione e la valutazione dell’inclusione scolastica;
–la revisione e la razionalizzazione degli organismi operanti a livello territoriale per il supporto all’inclusione (CTS, CTI e CTR);
– la previsione dell’obbligo di formazione iniziale e in servizio per i dirigenti scolastici e per i docenti sugli aspetti pedagogico-didattici e organizzativi dell’integrazione scolastica;
– la previsione dell’obbligo di formazione in servizio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, rispetto alle specifiche competenze, sull’assistenza di base e sugli aspetti organizzativi ed educativo-relazionali relativi al processo di inclusione scolastica;
– la previsione della garanzia dell’istruzione domiciliare per gli alunni che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 12, comma 9, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.


Dei sopra riportati aspetti, l’Amministrazioni ha fornito informazioni solo sull’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali e la previsione della garanzia dell’istruzione domiciliare.
I livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali, ha affermato l’Amministrazione, sono già stati individuati (stare a scuola, assistenza scolastica, insegnanti di sostegno, trasporto, assistenza alla mensa…).
Per quanto riguarda l’istruzione domiciliare, essa deve essere prevista dal PEI e resta facoltà del docente aderirvi.
Un’ultima importante precisazione ha riguardato il piano per l’inclusività (PAI) che, alla stregua del PTOF, diverrà triennale.

Tuttavia, nonostante le rassicurazioni del Miur sull’ormai imminente pubblicazione della Delega sull’inclusione entro la fine dell’anno, l’unica cosa certa per noi persone con disabilità è che sul tema si è fatto finora solo “tanto rumore per nulla”.

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Docente di storia e filosofia di un liceo scientifico, da non vedente, è stato presidente dell’Istituto  per ciechi di Catania ed è direttore scientifico dell’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’Uici. Si interessa di pedagogia speciale e di didattica inclusiva e scrive per diverse riviste e portali sulla disabilità