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Gli italiani sognano la scuola per i figli sotto casa. Anche il prof, ma prima…
di A.G.
Mentre un sondaggio internet rivela che il 38% degli intervistati auspica una casa al mare, in un piccolo centro con l’istituto d’istruzione “nelle immediate prossimità”, per i docenti la priorità è un’altra: evitare sedi in contesti didattici difficili frequentate da alunni e famiglie problematiche.
Il vicino di casa ideale? Per il 38% di un campione di cittadini intervistato dal sito internet www.casa.it, non vi sarebbero dubbi: è la scuola frequentata dai figli. In base alle risposte ottenute risulta, infatti, che quasi quattro su dieci vorrebbero “averne una nelle immediate prossimità”. Un vantaggio che “per i super stressati genitori d`oggi – spiegano i curatori dell’indagine - potrebbe essere un bel vantaggio, rendendo molto più semplici le operazioni ‘deposito’ e ‘prelievo’ dei figli”.
La struttura scolastica, in pratica, viene considerata prioritaria assieme a quella dei servizi principali che un Comune dovrebbe offrire ai propri cittadini: premesso che la maggior parte degli italiani sembrerebbero attratti da una casa al mare collocata in un piccolo centro, il requisito indispensabile è che però l’edificio scelto sia anche servito da giardini pubblici, ospedali, uffici postali, farmacie, panifici, supermercati. E, appunto, la scuola per i figli.
Una necessità, quella della vicinanza a casa, che i docenti invece reputano importante ma non prioritaria: in un recente studio pubblicato dalla Banca d'Italia, realizzato assieme alla Luiss ed al Miur, è stato dichiarato che "la probabilita' di presentare una domanda di trasferimento risulta sistematicamente più elevata per chi opera in scuole caratterizzate da un contesto più difficile". In particolare "gli insegnanti - si legge ancora nel rapporto finale dello studio pubblicato da Bankitalia - sembrano cercare di evitare scuole con un tasso elevato di analfabetismo, con un alta proporzione di persone impiegate in agricoltura e con un basso tasso di occupazione". Ma a rendere una scuola meno attrattiva sono anche un alta presenza di studenti disabili, stranieri o bocciati. Per i docenti, quindi, solo dopo, in seconda battuta, a parità di scuola varrebbe il fattore geografico.
28/06/2010
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