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Il Miur, in queste ore, ha diramato un comunicato in cui cerca di rassicurare il personale specializzato per le attività di sostegno e che, secondo tale nota, non vi saranno docenti precari che perderanno il posto di lavoro a causa di un “corsetto estivo” che partirà nei prossimi giorni.
Si tratta, come è noto, del discusso e discutibile corso di riconversione sul sostegno.
Il Miur dimentica che i docenti che parteciperanno “su base volataria” al “corsetto estivo” dovranno effettuare, come previsto, delle attività di tirocinio sul campo.
Ci chiediamo: come sarà possibile effettuare attività di tirocinio con gli alunni disabili se le attività didattiche sono chiuse?
I tecnici ministeriali, diventati “sordi” e “ciechi” davanti alla pressanti proteste da parte dei docenti specializzati, si sforzino di comprendere le ragioni per cui vi è tanta attenzione e preoccupazione sulla “riconversione” sul sostegno
Noi docenti specializzati siamo pronti ad offrire la nostra preziosa consulenza, prima di andare davanti al Ministero per bruciare i nostri titoli di studio, a quei funzionari che pubblicano notizie false e faziose in merito agli organici di sostegno. Ricordiamo, giusto per fare un’azione di “rinforzo”, che proprio gli organici di sostegno sono bloccati da due anni, nonostante il crescente aumento delle necessità in questo delicato settore.
Non è con un corso estivo che si potrà garantire la qualità dell’insegnamento-apprendimento, che si rivolge in particolare a quella categoria di alunni che hanno bisogno sempre più di personale altamente specializzato e con una pluriennale esperienza sul campo.
Non vi è alcuna necessità di avere personale preparato in maniera affrettata e sommaria.
Ci ascolti Signor ministro, faccia “il bene” per la scuola pubblica italiana, non “il male”.
I suoi bravi collaboratori, pagati “profumatamente” anche con i nostri soldi, si sforzino di cercare soluzioni alternative per ricollocare il personale docente in esubero della scuola.
Molte piante organiche, dei vari enti, sono carenti. Si creino le condizioni per ricollocare i colleghi che hanno perso il posto di lavoro.
Si eviti, soprattutto, di prendere in giro il personale precario della scuola, pubblicando banali rassicurazioni.
Gianfranco Palmariggi
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