Docenti inidonei

03/01/2013
La legge 135/2012 (Spending review) contiene un provvedimento (art.14 c.13) che trasforma in personale tecnico e amministrativo i docenti inidonei all'insegnamento per gravi motivi di salute e utilizzati in altri compiti; è pronta una bozza per il decreto attuativo e sappiamo che sono intercorsi allo scopo contatti ed incontri fra i tre ministeri coinvolti.
La dequalificazione non è da poco -dall’ex 6°-7° livello al 4° (e risulta un autentico e perfetto AZZERAMENTO delle competenze, a differenza dell’ipotetico demansionamento degli I.T.P.)- oltre a costituire un accanimento su una categoria debole che, a rigore, è tutelata dalle leggi.
Ciò ha suscitato dubbi riguardo alla applicabilità, tanto che molti giuristi la ritengono incostituzionale e passibile di essere impugnata davanti al Giudice.
Invece noi siamo convinti che l’utilizzazione, se ben organizzata, costituisce una risorsa per conoscenza, impegno individuale, principi di civiltà, in particolar modo considerando le problematiche del “sistema scuola” in divenire.
Infatti, oltre alle malattie professionali tradizionali degli insegnanti, (apparato fono-uditivo, vista, cause di servizio) sono visibilmente in crescendo situazioni di disagio psichico – burnout. Tali patologie, proprie di tutte le helping professions, predispongono col tempo anche a malattie oncologiche.
Pertanto non è verosimile che l’inidoneità e la conseguente "Utilizzazione in altri compiti" vengano negate “per legge” a seguito di draconiani risparmi di spesa.
 
Negli ultimi 15 anni sono stati realizzati dal Ministero vari piani di promozione delle biblioteche scolastiche e di formazione dei docenti addetti, la maggioranza dei quali –docenti inidonei all’insegnamento- si è specializzata nell’educazione alla lettura e alla ricerca in tutti i livelli scolastici.
Tale politica è tuttora considerata un investimento nelle nazioni più avanzate.
Riteniamo che la Scuola non debba privarsi di quelle figure che finora hanno fornito supporto ai progetti dell'offerta formativa e mantengono funzionanti e vitali le biblioteche scolastiche, ora più che nel passato, vista la riduzione di insegnanti curriculari, la scomparsa delle ore di cattedra disponibili e la mancanza di fondi per il pagamento delle ore eccedenti.
I docenti inidonei pertanto rimangono l’ultimo arricchimento extracurricolare nella complessa articolazione scolastica.
D’altro canto siamo consapevoli che la attuale nostra FRAMMENTAZIONE (normativa e logistica) favorisce di fatto una "utilizzazione" poco valutabile secondo standard di efficienza e ciò può lasciar spazio ad elementi di "assistenzialismo" e può indurre un sensibile calo delle prestazioni.
Tenendo conto di ciò, il Conbs - Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici - propone un riassetto dell’istituto della "Utilizzazione in altri compiti" che da quasi 40 anni vede validamente impiegati i docenti inidonei all’insegnamento, oggi individuati come “spreco”.
Contestualmente tentiamo –con le proposte allegate- di individuare altre pratiche aree di risparmio per permettere ai docenti inidonei di essere utilizzati in maniera assai più valida e su nuove basi.
Si tratta di “ridefinire” la condizione professionale del docente malato, in una cornice che preverrà con attenzione ogni tentazione di "parcheggio" e consentirà un reimpiego che metta a frutto il patrimonio professionale acquisito, senza azzerarlo, anzi dia modo di incrementarlo e rinnovarlo rispettando comunque la richiesta di risparmio imposta.
Oltretutto le proposte governative di passaggio in altri ruoli e/o amministrazioni costituiscono scommesse azzardate ove si tenga conto dell’età media troppo avanzata, della salute poco affidabile e dell’innalzamento dell’età pensionabile.
Al contrario la nostra proposta consente l’attuazione dei vari progetti di lettura studiati per colmare le carenze registrate ai vari livelli di scolarizzazione, il connesso ampliamento dell’offerta formativa delle scuole, l’eventuale apertura al territorio –come richiesto dal Governo e dall’Europa- e risulterebbe un investimento evidente sia al legislatore che al contribuente.
Il percorso formativo e mansionale uniforme diverrebbe obbligatorio, al fine di creare uno status professionale più riconoscibile e garantito in previsione di riforme future.
Attraverso tale scelta : 
- si rende meno traumatico il frequente e fisiologico turn over del personale dovuto all’età media  elevata degli inidonei attuali e futuri;
- si rendono raffrontabili gli impieghi dei docenti inidonei nelle diverse scuole;
- si consente e garantisce un immediato reimpiego ed una adattabilità del precedente bagaglio conoscitivo e dei connessi titoli culturali,salvaguardando così una prosecuzione di carriera non mortificante, anzi arricchente per tutti.
- si rende possibile un’eventuale iniziativa del singolo tendente a mobilità esterna verso servizi bibliotecari pubblici.
 
Questo non esclude che si debbano tutelare e preservare le situazioni in essere, mediante norme transitorie, salvo volontari trasferimenti.
 
 
 
RISPARMIO COME E DOVE LO PENSIAMO NOI
 
La nostra Propostacomporta già un risparmio perché va ad eliminare le “sacche” di emarginazione e sottoutilizzazione delpersonale inidoneo; ma in più riteniamo che altri risparmi si realizzeranno sulle
 
-          ESTERNALIZZAZIONI: consideriamo infatti le economie realizzabili sulle cooperative cui verrebbe altrimenti affidata una parte del lavoro
-          DOCENTI CURRICOLARI: per tenere aperte le b.s. (fra l’altro solo per 1-2 ore al giorno e non tutti i giorni) dovrebbero essere remunerati col fondo incentivante
 
Inoltre gli inidonei che già lavorano negli UST sono riciclabili senza spesa, avendo già essi la professionalità richiesta: anziché Ata nella scuola sarebbero amministrativi nei "provveditorati" [con costo simile e senza sconvolgere le mansioni].
 
Non dimentichiamo inoltre il contributo già dato dalla “categoria, tramite la mobilità interna già realizzata da 600 docenti inidonei.
Consideriamo inoltre che mobilità future si potrebbero consentire, con ulteriore sfoltimento di organico, mediante un sistema di passaggio volontario nel ruolo ATA a scansione annuale. 
La dispensa (cioè prepensionamento con i contributi maturati) su richiesta degli interessati, per i più anziani e malati potrebbe rivelarsi in "pareggio di spesa" perché in tali casi le assenze sono molte e la produttività limitata (va considerato che sempre più la pensione risulta inferiore dello stipendio).
 
A questo si possono aggiungere:
 
I. Economie sul “sistema scuola” cioè:
 
I.a Una piccola quota delle risorse riservate alle Funzioni strumentali (visto che la b.s. opera spesso in supporto e SEMPRE nello spirito dei vari progetti)
 
I.b Cancellazione dei progetti nazionali non indispensabili. Ad esempio sul progetto riguardante le biblioteche scolastiche del precedente Governo (il Progetto "Una rete di biblioteche scolastiche per le competenze chiave del XXI secolo", proposto dalla Direzione Generale degli Ordinamenti scolastici e per l'Autonomia scolastica nell'a.s. 2009/2010) tuttora “operante”, nutriamo forti riserve: si è dimostrato privo di costrutto, ha richiesto un impiegato/coordinatore per regione e la gestione di un sito: http://www.bibliorete21.it/ 
 
I.c Facili da recuperarsi sono tutte le somme indebitamente stanziate senza osservare procedure legittime e legali, come le spese per le 19 "Pillole del sapere", grazie anche alle indagini in corso, amministrative e della magistratura. 
 
I.d Verifica dell'assegnazione dei Fondi per la Ricerca (secondo quanto contesta la Cgil)
 
I.e Controlli e risparmi mirati sulle scuole italiane all'estero. Alcuni tagli erano previsti nella s.r. ma poi sono stati bloccati, nonostante stipendi ed emolumenti vari risultino faraonici, senza considerare le regalie previdenziali.
 
I.f Si potrebbero verificare le proprietà cedute durante il fascismo ad alcune istituzioni educative e Convitti Nazionali (vedasi il caso ora chiuso di Villa Lucidi sede dal Centro Elaborazione Dati) e le motivazioni alla base di tali cessioni e servizi sociali connessi.
 
I.g Si potrebbero stabilire norme rigide e restrittive su spese per stampa, stoccaggio e diffusione di materiali cartacei (presentazione di progetti, opuscoli, pubblicità “mascherate”); andrebbe promossa altresì la pubblicazione on line obbligatoria e la conversione in e-book.
 
I.h Controlli e raffronti delle utenze per: luce, telefono, connessioni internet
A. Utenze e manutenzione
E' stato ampiamente verificato, negli anni, un consumo incontrollato attinente le utenze con bolletta: condotte insensibili, da parte degli operatori scolastici poco "coinvolti", producono sprechi notevoli. Ad esempio, l’illuminazione ininterrotta e integrale di TUTTI i locali. Anche nelle giornate di non-lezione. La soluzione radicale sarebbe spostare i bilanci per le utenze dall’ente locale direttamente alle scuole.
B. Risparmio energetico e sostenibilità
E' possibile prevedere una voce inserita fra i compiti di una delle "figure strumentali" e del POF di ogni istituto, che tratti: risparmio energetico, sostenibilità, nuovi stili di vita, in ambito educativo e nell’ organizzazione stessa delle scuole. [E' già sperimentato in molte scuole il progetto "I guardiani della luce"]. Anche il bibliotecario andrebbe coinvolto con precisi programmi di ricerca.
 
I.i Ri-assegnazione al personale in servizio nelle scuole di incombenze attualmente esternalizzate.
 
I.l Cogestione/scambio dei beni “eccedenti”: attrezzature usate limitatamente per Progetti “a termine” e poi inutilizzate (attrezzi ginnici, computer, plastificatrici, lavagne multimediali, taglierine, scanner, lampade, proiettori, materiali specifici secondo gli indirizzi di studio, quali metalli, tessuti ecc.) potrebbero essere inserite in una “banca delle eccedenze” e rimesse in circolo fra le scuole mediante una rete di scambio predisposta dal ministero e gestita per livelli territoriali.
 
II. Risorse per le Biblioteche
 
II.a Scambialibro dei moltissimi libri ricevuti in regalo ma inadatti alla fascia di età oppure in numero di copie eccessivo. Si può pensare una “banca dello scambio” tra biblioteche scolastiche eventualmente esteso alle pubbliche. In sostanza un piano nazionale che sostituisca i progetti bibliotecari “vuoti” e sostenga una “banca” dello scambio del libro.
 
II.b Donazioni: favorire a livello ministeriale gli “atti di liberalità” (donazioni) sul genere della iniziativa ben avviata dalla editrice Sinnos: “I libri spediamoli a scuola”
 
II.c Estendere alle b.s. lo strumento del 5x mille
 
 
Corsi Tecnica della Scuola
BES