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    Autore: Maria
    Data: 07-04-2005
    Oggetto: Aspettativa retribuita
    Quesito: Sono una docente di ruolo, attualmente in aspettativa retribuita per un dottorato di ricerca. Le chiedo se posso concorrere per un altro dottorato, e in caso di superamento del concorso se posso usufruire ancora dell'aspettativa retribuita con congedo straordinario. Se la risposta è affermativa (ho bisogno della normativa di riferimento), dopo quanto tempo dalla conclusione del primo dottorato?
    Risposta: L'art. 18 comma 2 del CCNL prevede che il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. La circolare ministeriale 4 novembre 2002, n. 120 in tema di congedo straordinario per dottorato di ricerca, ha precisato che la legge n. 476 del 13/8/1984 (Norme in materia di borse di studio e dottorato di ricerca nelle Università - G.U. n. 229 del 21/8/1984) stabilisce che il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato, a domanda, in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste. La legge 28/12/2001 n. 448, art. 52 - comma 57 - ha in parte integrato la suddetta legge n. 476/1984, aggiungendo il seguente periodo all'art. 2 - 1° comma - "In caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio o di rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell'Amministrazione Pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro. Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l'Amministrazione Pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del secondo periodo". Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza. Dalla normativa richiamata si ricavano i seguenti precetti fondamentali: · il congedo straordinario per il borsista è un diritto e non dipende da alcuna decisione discrezionale dell'Amministrazione (dirigente scolastico); · la concessione del congedo straordinario non è subordinata all'effettuazione dell'anno di prova; · la richiesta di congedo non è commisurata a mesi o ad un anno, ma all'intera durata del dottorato; · il dipendente pubblico che cessa o viene escluso dal dottorato ha il dovere di riassumere immediatamente servizio presso la sede di titolarità. Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza, ai sensi del comma 2 dello stesso art. 2 della legge n. 476/1984. Posto ciò, a nostro parere, lei potrà partecipare ad un nuovo concorso ed accettare eventualmente l'incarico posto che la normativa non pone limiti circa il numero di dottorati che si possono svolgere. Problemi interpretativi potrebbero sorgere circa l'intervallo di tempo che deve intercorrere tra un dottorato ed un altro: l'unica norma che prevede un intervallo di tre anni è l'art. 453 del D.L.vo 297/94, il quale però fa specifico riferimento agli incarichi temporanei per la partecipazione a commissioni giudicatrici di concorso o di esame e per l'espletamento di attività di studio, di ricerca e di consulenza tecnica presso amministrazioni statali, enti pubblici, Stati o enti stranieri, organismi od enti internazionali, che però devono ritenersi cosa diversa dall'attività di dottorato. Nel silenzio della legge, quindi, a nostro parere non dovrebbe essere necessario alcun intervallo tra diversi incarichi di dottorato.