Una disciplina che meriterebbe nettamente di uscire dalle università per entrare di diritto nel mondo della scuola è senz’altro la
semiotica. In quanto filosofia della comunicazione e della conoscenza, sarebbe, infatti, la scienza più indicata in questo momento per divulgare tra docenti e studenti quelle teorie e quelle metodologie utili a interpretare i non pochi segni che stanno caratterizzando il concetto stesso di pubblica istruzione in questi giorni. Forse la semiotica, la scienza che studia i sistemi di segni e i loro i significati, potrebbe darci una mano a capire perché le nuove parole della Riforma Moratti fanno accapponare la pelle degli spiriti più democratici, perché termini o espressioni apparentemente inoffensivi come
tutor o
tempo pieno finiscono, se anche soltanto pronunciati, per scatenare polemiche interminabili nonché il pullulare di innumerevoli forme associative di opposizione.
Per avere un primo approccio con questa disciplina, può, quindi, essere senz’altro proficua una visita al sito dell’
AISS, l’
Associazione Italiana di Studi Semiotici, e, meglio ancora, alla collegata rivista
E/C, un'iniziativa editoriale online avviata con la finalità di proporre e far comprendere le visioni della semiotica anche ai non specialisti.
Grazie alla semiotica, qualsiasi pratica culturale, come la comunicazione, può essere studiata, scomposta e analizzata nelle sue diverse componenti e nello statuto dei suoi diversi partecipanti. Con la semiotica si può affinare la
capacità critica per
interpretare saggi, articoli, testi letterari, messaggi pubblicitari o le altre comunicazioni dei media, verbali e non, legate ai problemi della politica e dell’attualità. In questo ambito, l’Aiss offre uno spazio per favorire un
dibattito continuo e immediato sui temi più disparati, dai più teorici ai più pratici, ma soprattutto l’occasione per imparare ad essere più attenti nell’analisi delle problematiche di attualità.