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Questa sarebbe la valorizzazione della nostra professione?

Mercoledì, 18 Marzo 2015

Caro Renzi, questa sarebbe la valorizzazione della professione docente di cui da mesi vai strombazzando in tutte le occasioni possibili? Questa sarebbe la rivoluzione epocale che avrebbe dovuto riportare la scuola al centro della società civile? Se così è, ci deve essere qualcosa che non va, perché io docente non mi sento affatto valorizzata né gratificata da una riforma che sostanzialmente mi rende più povera di prima (non un centesimo di aumento su uno stipendio risibile) e inoltre mi toglie anche quel briciolo di dignità e libertà che mi erano rimaste assoggettandomi, quale moderna schiava, ai voleri e capricci di un onnipotente dirigente. Nella tua buona scuola io mi troverò all’ultimo gradino di una piramide di stampo feudale al cui vertice siederà un direttore megagalattico di fantozziana memoria, circondato da una corte di vassalli compiacenti (docenti mentor, specialisti e collaborator-lecchini vari) che avranno potere di vita, morte, lavoro e carriera su noi poveri servi della gleba. Il nostro futuro risiederà nella capacità o meno di corrispondere alle qualità richieste dal boss per la sua squadra e nell’abilità (a mio parere innata) di compiacere in toto le volontà dello staff dirigenziale, adattandosi senza protestare alla linea didattico-organizzativa-strategico-aziendale imposta dal manager e dal C.d.A. di turno.

Badate bene però che questa forma di “prostituzione” verrà compensata con una card di 500 euro da spendere nella formazione culturale atta ad allungare il mio curriculum che, in vetrina acquisti, potrebbe così attirare l’attenzione di un altro super-preside il quale, come nel calcio-mercato, potrebbe volermi nella sua squadra! Dovrei sentirmi valorizzata e gratificata da tutto questo squallore? In questa logica mercantile dove si colloca la mia etica professionale, la mia umanità, la mia libertà didattica, la capacità di imparare, trasmettere, comunicare... la sostanza insomma e la grande bellezza del mio lavoro di educatore? Nessun curriculum, per quanto infarcito di titoli e referenze può dire questo! Per avere un’elemosina di aumento dovrò dotarmi del kit del perfetto servitore: miriadi di progetti (meglio se inutili e d’impatto), lunghe liste di corsi di aggiornamento (meglio se altrettanto inutili ma dai titoli altisonanti), collaborazioni multiple alla gestione della scuola ( leggi mansioni da portaborse) e, se mi avanza, magari qualche credito didattico (ottenuto elargendo alti voti a piene mani).

Tutta questa grazia per me fortunato docente di ruolo, mentre i miei colleghi precari (e nemmeno tutti) avranno il dono di essere finalmente “stabilizzati” (orribile termine da “soluzione finale”), ovvero parcheggiati in altre liste che invece di GAE si chiameranno Albi, in attesa di essere assunti su posti che non ci sono o di essere ripescati da un supercapo che avrà bisogno di qualche tappabuchi per gestire la sua azienda chissà dove e chissà per cosa (supplenze?- attività Pof?- attività pomeridiane?- recupero? Boh?) C’è da sentirsi davvero stabilizzati… nella precarietà perpetua….

Caro Renzi e cari politici di qualsiasi colore voi siate, grazie per il pensiero ma se questo è il meglio che sapete fare, per favore da questo sfacelo in poi non occupatevi più di noi, ignorateci, dateci solo un tetto sulla testa (possibilmente stabile) che al resto ci pensiamo noi…

lo abbiamo fatto finora, nonostante tutto, nonostante voi… alunni e alunne, colleghi e colleghe rimbocchiamoci le maniche e al lavoro, quello bello, quello serio, quello vero! 

di Antonella Currò

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