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Concorso, la griglia irrazionale per correggere gli elaborati della A28

Lunedì, 28 Novembre 2016

In altro articolo ho già espresso i dubbi sull’uso di una griglia per formulare il giudizio numerico e valutativo di un compito e adesso voglio aggiungere altre riflessioni.

La griglia ministeriale per la valutazione della prova pratica del concorso della classe A28, matematica e scienze, presa come esempio, chissà da quali soloni è stata partorita, poiché nell’intento di spaccare il capello in quattro, come infatti 4 sono i criteri, presenta una irrazionalità, illogicità matematico/aritmetico, banale e disarmante e andiamo per ipotesi: se tutte le condizioni in ogni criterio fossero considerate ottime, tali da essere valutate, la prima 4, la seconda 3, la terza, 2 e la quarta 1, per un totale di 10 punti, tenuto conto che il 4, il 3 , il 2, l’1 sono i valori massimi per ogni descrittore/spiegazione relativa al punteggio,( ma poi vi sono punteggi inferiori di 3,di 2, di 1), il candidato che avesse preso un 1 sui primi tre criteri e 1 sul quarto, viene valutato 4 decimi. Cioè scarso. Ma se al 4 corrisponde il 10, al 3 dovrebbe corrispondere un 9 o 8, al 2 dovrebbe corrispondere un 8/7 e all’1 un 6 pieno di certo. Ed ecco il misfatto matematico. Ad ogni valutazione massima doveva corrispondere il voto di 10 che moltiplicato per 4 dava 40 e diviso 4 da 10. Quel compito doveva avere la valutazione di 10.

Ma qualcuno dirà: È lo stesso. Sì è lo stesso per la massima espressione delle valutazioni, ma non è lo stesso per le valutazioni inferiori e faccio l’esempio: candidato che viene valutato 1,1,1,1  totalizza un 4 /10, che oltretutto è mortificante perché sembra persona o docente per nulla preparato. Ma non è così. Se al primo 1 si sostituisce un minimo 6, e così  al secondo e così al terzo e 10 al quarto, dove le possibilità erano solo due: o 1 o 0(zero), significando che uno era il massimo del voto, allora la somma fa 28 che diviso 4 , fa 7 e non 4; con un 7, voto positivo non mortificane,  moltissimi candidati avrebbero potuto benissimo essere ammessi alla prova orale potendo aver raggiunto la somma del 28: es: 21+7, 22+7, 23+7, ecc. 
Chi è stato valutato 4 doveva avere un punteggio alla prima prova minimo di 24. Ma nemmeno poteva raggiungere la prova orale perché il minimo nella seconda prova doveva essere 6.  Nemmeno se avesse conseguito 30 punti alla prova scritta, perché  sarebbe stato, quindi, cannato per non aver raggiunto il 6 alla seconda prova. Punteggi manifestamente irrazionali , illogici, questi del 4,3,2,1. Ma che fantasia!!!

Ma molto più importante  mi sembra sottolineare la contraddittorietà  degli enunciati dell’art.7, al punto 4, dell’Allegato  al decreto del Concorso e ne faccio gli esempi.

Riporto quanto scritto al punto 4: “per i candidati chiamati a sostenere sia le prove di cui all’art. 5 che quella all’art. 6, la Commissione assegna   a  c i a s c u n a  delle prove di cui all’art. 5 un punteggio massimo di 30 punti.

Osservazione: la prova dell’art. 5 è una sottoarticolata in 16 quesiti, 6 di natura scientifica e 10 di comprensione di lingua straniera . Il 30 a che si riferisce ? Se tutte le risposte di lingua sono esatte, il totale fa 7 e se le risposte alle altre 6 domande valutate al massimo 4 fanno 24, il totale è 31 e non 30. Va beh!

Si conviene che sia al massimo 30. Al massimo 30? Boh! ?

Poi si dice:  “… la commissione assegna  un punteggio compreso tra 0 e 3,5, corrispondenti a 0,7 per ciascuna risposta esatta .” Ma un punteggio compreso tra 0 e 3,5 comprende un numero grandissimo di variabili e se si vuol considerare solo numeri  multipli di 0,5 , gli intervalli sono tanti lo stesso. Ma questo vuol dire che un candidato poteva prendere  0,6, 0,5,0,4 ecc. . E invece no! C’erano solo due possibilità: 0 o 3,5 , ma allora in italiano si doveva dire : no “compreso” , ma un punteggio solo di o 0  o  3,5. !  Evviva l’italiano. Qualcuno mi dica che sbaglio, grazie.

Ma la parte finale mi sembra la più geniale: “le prove sono superate dai candidati che conseguono il punteggio complessivo di 28 punti, ferme restando, nel caso di più prove che in ciascuna di esse  il candidato deve conseguire un punteggio non inferiore a quello corrispondente  a 6 decimi”.

Ma come si fa con un punteggio di 6 o più decimi , fino al 17, arrivare al 28, se la prova pratica è valutabile massimo fino a 10 punti? Il 6 vale come punteggio di riferimento solo alla prova pratica, mentre per la prima prova vale il 18 o più e non 6.  Come detto in altra riga del punto 4. E poi: che babele di confusione aritmetica con sottomultipli  o multipli di 0, 5 , fra numeri in 40esimi, poi in trentesimi, poi in decimi, poi ridotti di un quarto . Che caos impressionante. Questo è caos assordante per il cervello.

Ricorso, ricorso, ricorso fino alla Corte Costituzionale se fosse possibile. Questo concorso sarebbe da invalidare, fermo restando per chi, in tutto questo marasma numerico, lo ha superato.

Altro non voglio aggiungere, mi sta facendo male la testa. 

di Giovanni Cappuccio

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