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I Sindacati rimandano al mittente le accuse sui troppi trasferimenti

Mercoledì, 11 Gennaio 2017

Con un comunicato stampa unitario, i sindacati rispondono alle accuse giornalistiche di anteporre la tutela del personale agli interessi degli studenti.

Il comunicato firmato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, mette in evidenza gli annosi problemi strutturali di cui soffre la scuola italiana, sottolineando il fatto che il sindacato è stato lungamente inascoltato sulle proposte risolutive volte a migliorare la qualità dell’offerta formativa. Il sindacato ha sempre sostenuto l’importanza della stabilità del personale scolastico su adeguate dotazioni di organico, per consentire la continuità didattica come condizione positiva per l’apprendimento degli studenti. A comprometterla, mettendone in discussione le premesse - è scritto nel comunicato sindacale -  sono stati, al contrario, anni e anni di scelte politiche sbagliate, che hanno privato la nostra scuola di risorse economiche e umane facendo sì che il nostro sistema rimanesse agli ultimi posti in ambito OCSE quanto a destinazione di investimenti. Salatissimo – continua il comunicato unitario –  il conto pagato dalla scuola e dai suoi lavoratori; tanto per fare un esempio, non hanno certo favorito la qualità del servizio, né la continuità didattica, i 120.000 posti di lavoro tagliati in tre anni, con conseguenti e consistenti processi di mobilità d’ufficio.

Di fatto i sindacati sottolineano che non esiste alcun “eccesso di tutela sindacale”, mentre esiste certamente una preoccupante assenza di lucidità e lungimiranza nelle scelte di politica scolastica.

Nel comunicato dei sindacati viene evidenziato il caos dei trasferimenti della scorsa estate, che rappresenta il lampante esempio di non avere ascoltato i consigli sindacali, dimostrando pressapochismo e appunto l’assenza di lucidità e strategia politica.

Una considerazione che non possiamo esimerci dal fare, è che la partita del piano straordinario di immissioni in ruolo e della conseguente mobilità straordinaria è stata gestita in malo modo, non pensando alle ripercussioni didattiche che tutto ciò avrebbe creato. La nostra testata in relazione al commento di diversi commi della legge 107/2015, riguardanti il piano straordinario di immissioni in ruolo e la mobilità, aveva largamente predetto che ci sarebbero state grosse difficoltà di carattere attuativo. Possiamo dire che siamo stati facili profeti!

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