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Assistente amministrativo precario fa causa al Miur e la vince: stessi diritti dei colleghi di ruolo

Lunedì, 15 Maggio 2017

Il Tribunale di Marsala ha riconosciuto gli stessi diritti retributivi, contributivi e previdenziali dei colleghi di ruolo a un altro assistente amministrativo precario in servizio nelle segreterie scolastiche con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. 

Il Miur è stato condannato a versare al lavoratore le differenze retributive sulla base del contratto collettivo nazionale di lavoro, più gli interessi legali, e a regolarizzare la posizione contributiva e previdenziale. Tutto ciò per gli ultimi cinque anni.

Più di 900 impiegati delle segreterie scolastiche dal 2001 lavorano con contratti co.co.co. sulla base del D.M. 66/2001. Più della metà in Sicilia dove nelle scuole di questi profili ne troviamo ben 490, in pratica più della metà del dato globale. I picchi sono a Palermo (205 unità in servizio nelle varie scuole) e Siracusa (157), gli altri nel resto dell’isola.

Questo personale batte i pugni sul tavolo e chiede la stabilizzazione. Per di più trovano sponda nei giudici e nel decreto ministeriale del 2001 con cui si stabilisce che la stabilizzazione deve essere garantita entro i 5 anni dall’attività prestata come Co.co.co. Infatti nel 2001 il MIUR ha trasformato il rapporto di lavoro da LSU in Co.co.co., prevedendo l’accantonamento in organico di diritto di posti pari al 50% per ogni unità Co.co.co. Il decreto era esso stesso un percorso di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori della durata di 60 mesi, così come previsto dal Decreto Legislativo n.81 del 2000, dopo i quali, invece della stabilizzazione, i co.co.co. si sono ritrovati, invece, in un regime di proroga che ha portato ad oggi con un servizio ininterrotto prestato presso le istituzioni scolastiche statali da ben 18 anni.

A promuovere l’azione di rivendicazione in sede giudiziaria, davanti a vari Tribunali italiani è stato il sindacato Uil-Temp. Per il segretario regionale della Uil-Temp Sicilia, Maria Tornabene, queste sentenze (nel 2018, altre saranno emesse dal Tribunale di Palermo e di altre città italiane) costituiscono "il riscatto di un’intera categoria di precari storici che sta trovando giustizia dopo tanti anni di lotta sindacale".

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