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Lettera aperta alla Ministra Fedeli

Lunedì, 19 Giugno 2017

Ministra Fedeli, tutto passa, come lei sa, la storia umana e’ fatta di cose passeggere a volte insensate, tutti siamo di passaggio in questo povero mondo, per fortuna, direbbe qualcuno; immagini un Renzi immortale, eterno, per carità, c’e’ un limite anche alla sofferenza umana, alla sopportazione stoica e cristiana.

Anche l’attuale governo Renzi-Loni di cui lei fa parte e’ di passaggio. Ormai voi ministri, burocrati del politicamente corretto, simulacri inquietanti di un mondo irreale e virtuale, figure evanescenti, politicanti di mestiere spesso culturalmente mediocri e lacunosi, simboli e rappresentanti di un parlamento servo dei poteri forti, e non a servizio dei cittadini, siete diventati gli stereotipi delle ovvieta’, dei discorsi ipocriti e di facciata, del tirare a campare, vi preoccupate solo di tutelare i vostri interessi medievali, stipendi d’oro, pensioni privilegiate mentre il paese langue e soffre.

Ma purtroppo lo sappiamo, la politica italiana, e non solo italiana, si e’ incancrenita, si e’ de-eticizzata, divenendo solo un contenitore brutale e spietato di interessi economici-finanziari di lobbi e cricche.
Il suo segretario di partito, e mi riferisco al Pd, e’riuscito a trasformare con calcolo lucido, freddo, machiavellico,un partito di sinistra(ormai preistoria) in un partito di destra, ha rottamato si,ma i valori sacri della sinistra, riuscendo cosi in pieno  a realizzare il suo sogno inquietante,da far impallidire persino Berlusconi e a fa rivoltare nella tomba  gramsci e carlo rosselli.’
Il Pd, partito di destra, sotto la sua guida (di Renzi) ha  favorito e promosso solo politiche neoliberiste degenerate, perseguendo la mondializzazione,la globalizzazione forsennata,il becero profitto a vantaggio dei forti e a discapito dei diritti sacrosanti dei cittadini e dei deboli e della giustizia sociale.
Tra i disastri provocati dal governo renzi ovviamente al primo posto c’e’la famigerata riforma della buona (?) scuola pubblica, provo imbarazzo solo a nominarla. Di buono non ha nulla tale riforma.

Diciamo subito signora Ministra, mi perdoni se non la chiamo dottoressa, pare che non può fregiarsi del titolo di "dottore"ma questa e’ una inezia a confronto dei danni che la legge 107 ha generato e inferto al mondo della scuola italiana, umiliando e oltraggiando i docenti,massacrandoli in anima e corpo, una legge capestro,vigliacca, ideologicamente disonesta,scandalosa, che si ispira ai fondamenti piu’ pericolosi del capitalismo degenerato e immorale.

Visto che siamo di passaggio, signora Ministra,avrebbe dovuto mostrare personalita’, buon senso e forte senso di responsabilita’ anche per il ruolo istituzionale cosi delicato che ricopre attualmente e opporsi a questa riforma e pretendere di modificarla radicalmente. Lei rappresenta gli interessi e i diritti dei docenti e tali diritti e interessi devono essere al primo posto nella sua agenda politica e non svenduti e calpestati per compiacere i poteri forti,perche’ in cuor suo  sa bene che la cosiddetta buona scuola e’ una riforma ingiusta,ambigua,incostituzionale,scritta coi piedi,partorita da  menti contorte e distoniche,percio’avrebbe dovuto opporsi seriamente e pretendere, in qualita’ di Ministro dell’Istruzione, autonomia di valutazione e di giudizio e riscrivere tale maldestra riforma insieme ai  docenti,insieme al personale e agli operatori tutti della scuola statale, che conoscono meglio di tutti i reali problemi della scuola.

Purtroppo non ne ha avuto la forza interiore di opporsi e forse neanche il coraggio di svincolarsi dai poteri forti (confindustria,fondazione agnelli,banche) e ha preferito allinearsi alla sciagurata linea del sul partito il PD ormai ex di sinistra. Della riforma buona scuola e’ necessario cambiare tutto,cancellare tutto,perche’ i principi stessi che la ispirano sono ontologicamente  ingiusti:dalla chiamata diretta al bunus premiale,all’alternanza scuola lavoro,ai poteri abnormi e assurdi e incostituzionali dei presidi,tutte norme  che di fatto hanno favorito un processo di degenerazione e svilimento della scuola statale e dei docenti,con forte senso di frustrazione e di impotenza, il tutto condito da un mancato rinnovo del contratto bloccato vergognosamente da anni ormai,con stipendi da terzo mondo offensivi e lesivi della dignita’ dei docenti medesimi.

Forse e’ ancora in tempo signora Ministra,faccia sentire la sua voce,la riforma della buona scuola deve essere cancellata e riformulata. Auspichiamo una nuova riforma, e tra i punti nodali di una vera ed equa riforma della scuola pubblica,per prima cosa ci deve essere al primo posto per legge,la necessita’ di stabilire che i presidi siano eletti dal Collegio dei docenti,con un mandato a scadenza, un siffatto nuovo Collegio dei Docenti avrebbe poteri deliberanti e di controllo allo stesso tempo sulla legittimita’ dei provvedimenti e degli atti in generale,(tra l’altro attualmente il Collegio docenti e’ stato depotenziato e ridotto a zerbino dalla 107,vedi chiamata diretta e bonus discrezionale) e tale nuovo Collegio dei docenti con nuove attribuzioni, lavorerebbe in sinergia con i presidi  in un clima di serenita’ e operosita’nell’interesse e per il bene della scuola-comunita’e non della scuola–azienda.

Il preside non ha ricevuto nessun mandato divino, il preside non e’ un Princepslegibus solutus, ma deve  essere legittimato da un mandato del Collegio dei docenti,sul quale poi sara’ giudicato il suo operato e saranno valutate le sue capacita’.Solo cosi si ripristina lo stato di diritto e il rispetto della Legge,solo cosi si possono evitare e prevenire odiosi comportamenti ambigui e arbitrari da parte dei presidi a volte non competenti,soprusi, interpretazioni personali della legge. Signora Ministra la scuola non e’ e non sara’ mai una azienda,i docenti non sono e non saranno mai schiavi di nessuno,come vuole renzi,come vuole il Pd, come vuole confindustria. La scuola pubblica e’ una cosa seria,la nostra Costituzione e’ chiarissima al riguardo.

Si ricordi siamo di passaggio,rifletta,ha ancora una possibilita’ di porre rimedio alle storture macroscopiche di questa legge ingiusta ed  essere ricordata positivamente dalla storia prossima futura se avra’ il coraggio di dire con forza che la 107 e’una riforma sbagliata nel merito e deve essere cancellata.

di Michele Orabona

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