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Siti, testate, giornalisti e scrivani

Venerdì, 17 Ottobre 2014

Sgradevole "attacco" di un sito internet nei confronti della nostra testata. Ma siamo alle solite: sbertucciare l'avversario è più facile che confrontarsi nel merito dei problemi.


Per una testata giornalistica non è mai particolarmente gradevole polemizzare con un’altra testata. In genere esiste il reciproco riconoscimento che ciascuno opera seguendo una propria linea editoriale. Normalmente i rapporti, pur di concorrenza, sono improntati al rispetto e alla correttezza reciproci.
Ma talora c’è qualcuno che trascende.
Che bisogno c’è, per esempio, di citare una testata concorrente denominandola “sedicente sito specializzato” e di parlare dei giornalisti come di “commentatori” (mettendo appunto la parola fra virgolette)? 
L’unica spiegazione è che si voglia tentare di battere la concorrenza non proponendo ai propri lettori una informazione diversa e più ricca (ed è questa la strada per far sì che il sistema dell’informazione migliori) ma più banalmente denigrando e banalizzando.
Nella mattinata del 17 ottobre nel nostro sito abbiamo pubblicato un articolo a firma di Reginaldo Palermo in cui si spiegano le conseguenze della norma introdotta nella legge di stabilità che prevede la cancellazione degli esoneri dall’insegnamento per i “vicepresidi”.
Abbiamo scritto (e lo ribadiamo) che questo – a nostro parere – provocherà il caos nelle scuole soprattutto laddove ci saranno dirigenti reggenti e non titolari.
Un sito di informazione privo di un direttore responsabile (la nostra, al contrario, è testata giornalistica regolarmente registrata, con un direttore responsabile a tutti gli effetti di legge e con una redazione di giornalisti e pubblicisti) tenta di ridicolizzarci (si parla di “commentatori” fra virgolette) e sostiene che l’argomento è stato da noi affrontato in modo superficiale.
Subito dopo si spiega ai lettori che non ci sarà nessun caos ma che semplicemente cambieranno le regole perché gli esoneri dovranno essere gestiti facendo ricorso all’organico funzionale.
Ora, ciascuno è libero di pensarla come crede: per parte nostra ribadiamo che le regole che sembrano emergere dal ddl stabilità determineranno non pochi problemi di funzionalità perché se i vicepresidi non potranno più essere esonerati dall’insegnamento i reggenti non potranno contare sull’aiuto continuativo di un collaboratore. Quanto all’ipotesi che il problema degli esoneri possa essere risolto facendo ricorso all’organico funzionale ci permettiamo di avere qualche dubbio dal momento che le documento “La Buona Scuola” questa possibilità non viene assolutamente citata.
A chi si occupa di “raccontare” la politica scolastica del Paese, la storia di questi ultimi anni dovrebbe aver insegnato che la cautela è sempre d’obbligo e fare affermazioni apodittiche (“Le cose stanno così, punto e basta”) non è una buona cosa perché spesso decisioni che sembravano scontate sono state modificate all’ultimo momento o più semplicemente sono state enunciate ma mai applicate.
Senza contare, per dirla tutta, che il buon gusto vorrebbe che gli articoli (soprattutto quelli velenosi diretti verso la concorrenza) dovrebbero quanto meno essere firmati.
Nascondersi dietro l’anonimato per sbertucciare l’avversario non è mai una pratica elegante.
Il buon gusto e la buona educazione dovrebbero essere comunque garantiti.

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