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Sbeffeggiare il direttore Usr con le orecchie d’asino non è reato

Lunedì, 27 Ottobre 2014

Lo ha stabilito il giudice a cui si era rivolto il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Daniela Beltrame. Due rappresentanti di un comitato di genitori, contrariate del suo operato sui disabili, avevano sfilato in piazza con un cartellone che riportava la responsabile Usr con le orecchie allungate: il fatto non sussiste.


Raffigurare un dirigente della scuola pubblica con due orecchie d’asino non è reato. A stabilirlo è stato definitivamente il giudice a cui si era rivolto, ben 13 anni fa, l’allora direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Daniela Beltrame, dopo che due rappresentanti di un comitato di genitori, Sonia D'Aniello e Cristina Zanette, contrariate del suo operato, avevano sfilato in piazza con un cartellone che raffigurava la stessa responsabile dell’Usr con le orecchie allungate.

A scatenare le proteste era stata, in particolare, la politica intrapresa dal responsabile dell’Ufficio periferico regionale friulano in materia di assistenza ai ragazzi disabili. Solo che la dirigente - oggi a capo dell'Ufficio del Veneto - non la prese bene: querelò le due rappresentanti dei genitori, chiedendo anche 50 mila euro per il danno d'immagine. Il 27 ottobre, a distanza di 13 anni dal fatto, il giudice ha assolto le due donne con formula piena, “perché il fatto non sussiste”. 

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