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Boschi a sorpresa: i risultati della Buona Scuola saranno presentati la prossima settimana

Sabato, 15 Novembre 2014

Mentre il titolare del Miur, Stefania Giannini, da Matera prendeva tempo (i due mesi di contributi on line confermano che “c'è una grande voglia di innovazione” ma siccome la consultazione è una cosa seria non anticipo nulla), il ministro delle Riforme spiazza tutti: entro settandue ore vi faremo sapere l'esito della consultazione. L’impressione è che si tratti di un’uscita incauta: come si possono sintetizzare così tanti dati in così poco tempo?


Chiuso il tempo della consultazione nazionale sulla ‘Buona Scuola’ ideata dal Governo Renzi, è già tempo di tirare le somme. Che per il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, non possono essere che positive.

"I risultati de 'La Buona Scuola' sono sia in senso qualitativo sia in senso quantitativo straordinari: c'è una grande voglia di innovazione, non di stravolgimento", ha detto il Ministro a Matera, la città designata Capitale europea della Cultura per il 2019 e prescelta dal dicastero dell’Istruzione come luogo ideale per l’ultima tappa del tour ministeriale sul tema.

"Non parlo tanto - ha aggiunto il Ministro - di quello che è venuto fuori perché la consultazione è in corso e quindi. Poiché è una consultazione seria, non vogliamo dare indicazioni a chi è sul sito e a chi lo farà nelle prossime ore. Le stanze del sito web - ha proseguito Giannini - sono luoghi dove si può raccontare la propria idea di scuola e sono le più visitate, le più riempite di idee, di suggerimenti e anche di osservazioni critiche che riguardano le competenze che la scuola deve dare".

Riferendosi al "tema dei laboratori dell'alternanza scuola-lavoro che abbiamo messo al centro", il ministro ha sottolineato che "la parte che riguarda gli studenti e l'interazione con il mondo esterno è un tema molto sentito". Per la parte dei docenti, "e cioè cosa fa e cosa deve fare l'insegnante di domani, sembrerà strano - ha evidenziato - ma c'è una grande voglia di meritocrazia e di quel lavoro che è stato un po' trascurato".

Nessuna anticipazione, quindi, sui pareri espressi da docenti, studenti, cittadini comuni. A sorpresa, però, qualche ora dopo, il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, da Catanzaro si lasciava sfuggire qualcosa. "Oggi si conclude la consultazione pubblica sulla riforma della scuola ed i risultati saranno presentati all'inizio della prossima settimana dal ministro Giannini". Il quale, però, aveva preso tempo. Giustamente, visto che lo stesso Miur ha tenuto a fare sapere che a poche ore dalla fine della consultazione bimestrale erano altisonanti i numeri di adesioni al progetto: più di un 1 milione di accessi al sito, oltre 170mila partecipanti on line e 100mila questionari, circa 1.650 dibattiti organizzati in tutto il Paese con un primato in Emilia Romagna, circa 3.500 proposte pubbliche, 16.000 commenti e oltre 90.000 voti nelle stanze della sezione “Costruiamo insieme la Buona Scuola”. Ora, il ministro Boschi ci dice che la decodifica di tutti questi contributi giungerà entro tre-quattro giorni.  Qualcosa non torna: l’impressione è che quella del ministro delle Riforme sia stata un’uscita incauta.

Intanto, all'esterno dell'auditorium "Gervaso" della Città dei Sassi, il responsabile del Miur ha subìto delle contestazioni da parte da alcuni rappresentanti di alcuni sindacati del comparto, che hanno esposto alcuni striscioni di protesta contro il Ministro e distribuito volantini contro la ‘Buona Scuola’.

Contrariati si dicono, intanto, i rappresentanti della Rete degli studenti medi: come associazione studentesca, "abbiamo fin da subito organizzato una contro consultazione, capillare e orizzontale. Gli studenti hanno parlato della loro Buona scuola, di come vorrebbero che fosse e quello che è emerso è molto diverso da quello che propone il governo col suo piano", ha detto Alberto Irone, portavoce nazionale dell’associazione.

"E' sempre più quanto gli studenti e una larga fetta di insegnanti non vogliano questo provvedimento e abbiano molte cose da cambiare. Il governo si ostinerà ad andare avanti su questa strada oppure permetterà ai cittadini di essere incisivi e realmente partecipi? In questo non aiuta la presentazione di una legge delega, invece che di un ddl, a modificare quanto è già stato scritto. Vogliamo che la nostra scuola – ha concluso Irone - sia buona per davvero, solo con noi si può fare".