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La legge 107 e il precariato: lo Stato continua a non intervenire efficacemente

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Sono centinaia gli articoli che si sono succeduti in questi tre lunghi anni di Storia della Scuola Pubblica italiana legati alla Legge 107; tre anni che partono dal 2015, dal 14 Agosto2 015 per l’esattezza, data in cui 45.000 docenti di tutta Italia hanno operato una scelta ben precisa.

La Legge 107, cosiddetta ‘Buona Scuola’, avrebbe dovuto derimere l’annoso problema del precariato. Sono passati circa trent’anni, e lo Stato (complici i sindacati) persevera nell’errore abusando di contratti a t.d.

Vorrei riportare l’esperienza di chi NON ha prodotto domanda, ma vorrei farlo attraverso l’immagine di una piramide rovesciata, simile a quella dei gironi dell’Inferno dantesco, in cui si parte da una Selva Oscura (2017/2018), per poi passare all’Antinferno (2016/2017) e finire all’Inferno (2015/2016).

In mezzo alla notizia

Cerco di interpretare il pensiero di migliaia di docenti ancora in GaE che oggi, alla luce delle modifiche apportate alla Legge 107, si domandano cosa farebbero se solo potessero tornare indietro.

2017/2018 – Selva Oscura. I docenti oggi in GaE stazionano ancora confusi in un’intricata Selva, affiancati da docenti incastrati nelle GM. Una terza deroga ha, intanto, premesso ai docenti assunti con la Legge 107, di rientrare in Provincia.

2016/2017- Antinferno. Nonostante le GaE del Centro e Sud Italia siano ricche di personale qualificato, il Ministero indice un Concorso dove ipotizza posti che non vi saranno più causa mobilità al 100%, inoltre anche su classi di concorso, ove già quelli in ruolo risultano in esubero e complicando, di fatto, l’entrata in ruolo dei docenti ancora in GaE. L’emendamento Puglisi (moderno Caronte) decreta, inoltre, che anche quest’a.s. il vincolo triennale non debba sussistere,trainando le GaE nello sconforto.

2015/2016 – Inferno. L’anno della scelta. Quest’anno decine di migliaia di docenti devono decidere se accettare una promessa di assunzione scegliendo 100 province o attendere pazientemente un anno o due, prima di ottenere l’attesa stabilizzazione. Migliaia di docenti accettano volentieri le regole dettate dalla Legge, rendendola, di fatto, attuativa per poi lamentarne i vincoli. Molti di questi docenti vantano punteggi irrisori e una quasi nulla esperienza scolastica. Nel 2016, magicamente spuntano posti di potenziamento anche su cattedre sature, di cui non si sapeva nulla prima della famosa domanda. Questo è l’anno in cui noi, docenti GaE, ci accorgiamo, dopo pochi mesi, di aver fatto un errore…di onestà, di aver avuto fiducia nel Governo, e di non aver accettato una connivenza con i sindacati nel perpetrare l’italico ‘vizietto’ di aggirare le leggi rendendo legale (con sanatorie e deroghe) ciò che per Legge non è.

Già una prima deroga permette ai docenti assunti sulle cattedre a Nord di rientrare nella Provincia di appartenenza.

Potessimo tornare a quel 14 Agosto 2015…cosa faremmo?

Anna Maria Barbagallo