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Pochi prof di matematica? Giuliani a Radio Cusano: tenuti lontano da stipendi bassi e precariato

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“Ci sono pochi docenti di materie scientifiche e di matematica? Non c’è da scandalizzarsi, perché si tratta di laureati già numericamente molto più ridotti rispetto alle discipline umanistiche, ma che poi soprattutto non ritengono stimolante e attrattivo avvicinarsi all’insegnamento che prevede troppi anni di formazione, un lungo precariato e degli stipendi che per diverso tempo non superano i 1.300 euro al mese”. Sono le considerazioni di Alessandro Giuliani, direttore della Tecnica della Scuola, espresse nel corso della trasmissione ‘Open Day’, andata in onda il 16 aprile su Radio Cusano, durante la quale sono state commentate le parole dell’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sulla carenza di prof di matematica.

Colpa anche dei pochi iscritti alle Facoltà scientifiche, soprattutto tra le ragazze

“Certamente, in assoluto – ha detto il nostro direttore – c’è una carenza di docenti di matematica, ma anche di iscritti alle Facoltà scientifiche e soprattutto tra le ragazze. Ma è anche vero che servono maggiori stimoli per intraprendere la professione: la professionalità si paga. Ecco perché, alla fine della fiera, ci ritroviamo con docenti che insegnano matematica ma che hanno una formazione diversa, come ad esempio in Scienze della terra”.

In mezzo alla notizia

Maxi ponte di fine aprile, bullismo e rinnovo Rsu

Durante la puntata si è parlato anche del maxi-ponte dove si potrebbero fermare le lezioni tra il 25 aprile e il 1° maggio, con la possibile “coda” dello sciopero del 2 e 3 maggio organizzato da Saese e Anief (“con alcune scuole dove si potrebbero registrare fino a 10 giorni di stop”) e di  bullismo (“brutto segno quello degli studenti che lo ritengono ormai parte integrante della scuola, serve un’azione seria, di cambio culturale, che vada oltre gli attuali progetti d’istituto”).

Si è parlato, infine, di rinnovo delle Rsu (“dal 17 al 19 aprile al via con la novità dei quattro ‘compartoni’ derivanti dalla riforma Madia, prima erano undici, e con l’incognita della reazione del personale al contratto appena sottoscritto con 85 euro medi di aumento”)