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Il maggiore inquinamento elettromagnetico nelle scuole arriva dagli smartphone

Lunedì, 17 Ottobre 2016

L’ inquinamento elettromagnetico è stato, spesso oggetto di discussione e ad oggi sono in corso studi scientifici sugli effetti provocati dall’eccessiva esposizione alle radiazioni elettromagnetiche sull’uomo, sugli animali e sulle piante. Gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico sono:

  • L’impatto delle radiazioni non ionizzanti sull’uomo dipende dall’intensità e dalla frequenza delle radiazioni stesse.

  • Le radiazioni molto intense di bassa frequenza possono provocare impulsi nervosi e contrazioni muscolari involontarie.

  • Le radiazioni intense ad alta frequenza possono provocare un surriscaldamento dei tessuti.

Negli edifici scolastici le emissioni elettromagnetiche di un “ripetitore Wi-Fi (Access Point) sono 10 volte inferiori a quelle di un telefono cellulare. Gli apparati Wi-Fi lavorano, infatti, con potenze medie di soli 40-60 milliWatt e non superano mai i 100mW. Considerando che, la quasi totalità dei dispositivi elettronici portatili (smartphone, lettori Mp3, videogiochi e netbook), è ormai dotata già all’origine di connessioni wi-fi e bluetooth, non ha senso spegnere un access point , lasciando agli studenti questi dispositivi che trasmettono sulle stesse frequenze. In teoria si può dire che la maggiore fonte di inquinamento elettromagnetico nelle scuole potrebbe essere proprio dovuta all’alta concentrazione di telefoni cellulari che, anche se vietati, sono spesso utilizzati dagli studenti. 

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