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Chiamata diretta: bene, per d’Errico, il disegno di legge Granato che ne prevede l’abrogazione

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Inizia lunedì 26 novembre presso la Commissione Cultura del Senato un lungo ciclo di audizioni sul disegno di legge 763 a firma della senatrice Laura Granato (M5S) in materia di abrogazione della chiamata diretta.
Per la verità sullo stesso tema sono stati depositati altre due proposte: la 753 a firma del senatore Pittoni (Lega) e la 880 di Loredana De Petris (Liberi e Uguali).
In settimana è in programma anche l’avvio della procedura per unificare i tre progetti di legge in modo da portarne in aula uno solo.

Il punto di vista di Stefano d’Errico (Unicobas)

Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas che sarà audito così come i responsabili di altri sindacati, preannuncia i contenuti del suo intervento.
“Per noi – spiega dìErrico – è fondamentale che, come previsto nel disegno di legge, la chiamata diretta venga finalmente abrogata per legge, come prevede anche Pittoni della Lega, dal momento che lo ‘stop’ già concordato contrattualmente non è sufficiente a prevalere sulla L. 107/15 di Renzi. Ma va a maggior merito della Granato l’aver introdotto disposizioni che eliminano le altre determinanti storture collegate alla chiamata diretta, permanendo le quali non s’otterrebbe nessuna modifica di sostanza sullo strapotere di quei dirigenti che, approfittando dell’ambiguità delle circolari dell’ex Ministro Fedeli, spostano arbitrariamente sull’organico ‘potenziato’ gli insegnanti assunti ante-legem, persino se titolari nelle scuole da 10 o 20 anni”.
“Su questo – prosegue d’Errico –  il Ddl Granato è giustamente perentorio: «73-ter. Il personale docente già titolare su cattedra all’entrata in vigore della presente legge non può essere assegnato, salvo esplicita richiesta, ai posti di potenziamento» e si preoccupa anche di restituire una titolarità di istituto (e non più sugli ambiti) ai neo assunti, anche delle due ultime fasi di reclutamento ex L. 107, che grazie a Renzi non l’hanno mai avuta. Questi non devono essere trattati da ‘tappabuchi’ per le supplenze, bensì gestire progetti di approfondimento e recupero fino a che stanno sul ‘potenziato’, occupando una cattedra piena quando si libera nell’istituto”.

D’Errico coglie anche l’occasione per sottolineare sulla prassi, a suo avviso del tutto illegittima, adottata da molti dirigenti scolastici, soprattutto da quelli che fanno riferimento all’ANP, di assegnare ai posti di potenziamento indistintamente qualunque docente, senza tenere minimamente conto dell’anzianità di servizio di ciascuno: “Sull’uso scriteriato e discrezionale dell’assegnazione delle cattedre, vi sono fortissime obiezioni di merito. La discrezionalità dei dirigenti mette in fatti in dubbio persino la continuità didattica, da sempre un valore assoluto. Peraltro, pare del tutto inopportuno che i neo-assunti vengano preferiti ai docenti di lungo corso nell’assegnazione di una qualsiasi cattedra piena”.
Secondo d’Errico il ddl Granato presenta poi un elemento di grande di interesse in quanto prevede la cancellazione definitiva degli ambiti e il ripristino della titolarità di istituto sia per i docenti già in servizio sia per i neoassunti.
“L’approvazione di questo provvedimento – rimarca d’Errico – determinerebbe un ridimensionamento molto significativo dell’intero impianto di legge 107, di gran lunga superiore ai maldestri tentativi messi in atto per via contrattuale dai sindacati concertativi”

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