Pronto? Il Pd si mette in ascolto di studenti e insegnanti.

E infatti la responsabile scuola del Partito democratico aggiunge che “il Pd coinvolgerà e ascolterà chi studia e chi lavora per l’educazione dei cittadini di domani, per ricostruire l’Italia, a partire dalle scuole”. 
Un po’ come dire: Pronto? Siamo in ascolto! Una sorta di telefono “rosso” insomma per le emergenze educative, didattiche, di gestione della scuola, comprese le secolari richieste dei precari di tutte le classi di concorso, gli sballottamenti dei sopranumerari, gli arrembaggi contro gli inidonei e le lagnanze di tutti coloro che per un motivo o per l’altro si stanno vendendo stritolati dalle manovre del governo della spending review appoggiato e votato dagli esponenti politici del partito di Bersani.
Ma ascolterà pure chi studia, ma non sicuramente quella grande schiera di ragazzi che abbandonano la scuola o si disperdono tra i meandri di una società che li fagocita e li fa scomparire dalle anagrafi dell’istruzione, forse perché alla ricerca di qualche lavoro magari in nero che essendo nero li rende invisibili.
“Istruzione come settore su cui tornare ad investire per garantire le condizioni di libertà, uguaglianza e piena cittadinanza, restituendo dignità e fiducia agli insegnanti”, dice ancora Puglisi, ma non aggiunge da dove si dovranno prendere i fondi per mettere in atto tutto questo, né quegli altri soldi per implementare “un nuovo piano straordinario per la diffusione degli asili nido e lotta alla dispersione scolastica”. 
Forse si sta progettando qualche altra manovra finanziaria, sull’esempio della recente legge di revisione della spesa?  
Una proposta di intendi insomma nella forma di una sorta di centralino telefonico, o di altra natura più tecnologica, per ascoltare studenti e insegnanti: un grande fratello che ode e provvede come se lo sciopero della Flc e della Uil scuola del prossimo settembre non fosse già un grido udibile a chilometri di distanza, insieme al mancato pagamento degli scatti di anzianità e il blocco del contratto. 
Ma una manifestazione a livello nazionale non è certamente un centralino telefonico nè un messaggio Mail; nè lo sono i vari sit-in di protesta dei tanti lavoratori della scuola fatti nelle maggiori piazze dei ministeri di Roma, nè si può paragonare uno sciopero della fame con un centro di ascolto. 
Ma la piazza è ben altro e il Pd preferisce ascoltare, a detta di Puglisi, attraverso altri canali.    

Pasquale Almirante

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