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10 anni di provvedimenti bocciati

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  • GUERINI

Nel corso degli ultimi anni molte sono state le leggi bocciate dalla Corte Costituzionale e molto spesso erano “provvedimenti bandiera” del centrodestra. Ultima a cadere la Fini-Giovanardi, che disciplinava la repressione dei reati legati alle sostanze stupefacenti ed equiparava le droghe leggere a quelle pesanti.

Fra le bocciate dalla Consulta, la legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita, fortemente voluta dalla componente cattolica del centrodestra. A giudizio della Corte il legislatore non aveva garantito il rispetto del diritto alla salute, costituzionalmente tutelato, là dove ha imposto il limite di un unico e contemporaneo impianto di massimo tre embrioni e vietato le diagnosi preimpianto.
Altra bocciatura, per non avere rispettato il principio di uguaglianza, ha riguardato il “Lodo Alfano” che intendeva garantire l’immunità alle più alte cariche dello Stato, incluso il presidente del Consiglio.

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Finito male pure il “pacchetto sicurezza”, voluto dall’allora ministro dell’Interno Maroni, che introduceva il reato e l’aggravante di immigrazione clandestina, le “ronde” e il carcere obbligatorio per le persone indagate (colte in flagrante o ree confesse) per stupro.
Ma cadde pure sotto le argomentazioni della Consulta il legittimo impedimento, con cui si intendeva consentire al presidente del Consiglio di autocertificare la propria impossibilità a presenziare in processo e obbligava il giudice a rinviare l’udienza. Per i giudici costituzionali era una norma contraria al principio di uguaglianza.
E si arriva, scrive Linkiesta.it, alla recente bocciatura della legge elettorale con cui si sono svolte tre elezioni, il “Porcellum”. Votata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc e Lega Nord nel 2005, è stata ipocritamente disconosciuta da tutti fino ai nostri giorni, quando si discute il cosiddetto Italicum.
Torna invece in vita la normativa in materia di droga antecedente alla legge Fini-Giovanardi. La Iervolino-Vassalli, che distingue tra droghe pesanti e leggere e che è stata ulteriormente “addolcita” dal referendum radicale del 1993, potrà essere invocata per un ricalcalo della pena anche dai detenuti condannati definitivi, se si applica al loro caso. La legge penale più favorevole è retroattiva. L’effetto atteso è che circa 10 mila persone potrebbero uscire dal carcere. Per una volta l’inettitudine del legislatore – la Fini-Giovanardi è illegittima perché varata con una procedura incostituzionale – avrà un effetto positivo: il calo del sovraffollamento carcerario.