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Assunzioni nella PA saltate per ridurre i costi nella manovra, Boeri denuncia ma Bongiorno nega

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Rischiano di essere posticipate di quasi un anno le migliaia di assunzioni nella pubblica amministrazione da attuare nel corso del 2019: nel decreto fiscale, abbinato alla manovra di bilancio, le immissioni nei ruoli dello Stato slitterebbero fino a novembre prossimo, perché troppo costose rispetto ai finanziamenti sempre più ridotti di cui si compone la legge di Bilancio a seguito dei rilievi mossi da Bruxelles e il conseguente pericolo di avvio della procedura d’infrazione.

Attesa solo di poche ore

Per avere la certezza sull’assenza delle disposizioni di assunzione nella Pa, ma anche su altre disposizioni dubbie, come gli aumenti Iva per 23 miliardi nel 2020 e 29 miliardi nel 2021, non bisognerà comunque attendere molto: venerdì 21 dicembre la legge di bilancio sarà definita (senza che la Commissione Bilancio si sia potuta esprimere), perché il Governo dovrà a quel punto presentare il “maxiemendamento” su cui votare la fiducia, che si dovrebbe concretizzare nella notte tra venerdì e sabato.

Sempre sabato il testo arriverà in commissione alla Camera, dove ci sarà una verifica immediata e repentina delle modifiche apportate e Palazzo Madama: l’Aula potrebbe essere convocata già per domenica, ma la votazione – ancora con voto di fiducia – è prevista subito dopo Natale: tra il 27 e 28 dicembre.

Boeri (Inps): fatto gravissimo

Intanto, monta la polemica per il rinvio delle assunzioni nella pubblica amministrazione fino alla metà di novembre: “è un fatto gravissimo” che mette l’Inps in grave difficoltà di fronte alle sfide che dovrà affrontare a partire dall’introduzione di quota 100 e reddito di cittadinanza”, ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri all’Ansa.

Il presidente dell’istituto di previdenza nazionale ha annunciato anche che si dovrà rimandare l’assunzione di 1.500 giovani per i quali è in corso un concorso, mentre 4.000 dipendenti dell’istituto potrebbero avere i nuovi requisiti per la pensione.

Il rischio di mancare la “staffetta”

Boeri ha aggiunto che il Governo aveva parlato di “staffetta” tra giovani e anziani con assunzioni a fronte delle uscite per il pensionamento con quota 100 ma, da quanto si evince dal maxi emendamento, “non ci sarà nessuna staffetta, quando i giovani potranno entrare potrebbero non esserci gli anziani per formarli”.

Il rischio – ha concluso il numero uno dell’Inps a proposito della situazione dell’istituto da lui diretto – è che “non ci siano le forze” per affrontare le nuove sfide su reddito di cittadinanza e quota 100.

Bongiorno a Boeri: passi un Natale sereno, senza allarmismi infondati

Immediata è giunta la replica della ministra della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, secondo la quale le assunzioni che partiranno da novembre 2019 “sono soltanto quelle relative alle facoltà che le amministrazioni centrali matureranno nel 2019, utilizzando al 100% i risparmi da cessazioni dell’anno 2018”.

“Sarebbe più opportuno e prudente che, prima di lanciare falsi allarmi, il presidente di un ente statale prendesse le dovute e necessarie informazioni”, ha sottolineato Bongiorno.

“Vorrei – si legge in una nota del Ministro – che il presidente Boeri passasse un Natale sereno, senza creare inutili – e soprattutto infondati – allarmismi e senza procurare ansie immotivate al Paese e a se stesso: i tempi sono coerenti con quelli di espletamento delle procedure concorsuali. Le facoltà di assunzione già maturate e regolarmente autorizzate – continua il ministro – sono invece nella piena disponibilità delle amministrazioni centrali. Mi risulta fra l’altro che l’Inps: abbia concluso da poco una procedura per 248 funzionari, che potranno essere assunti quando i relativi uffici saranno pronti; abbia in corso una procedura di reclutamento per altri 967 funzionari (le prove orali andranno avanti fino a marzo 2019)”.

“Appena l’Inps l’avrà conclusa e i relativi uffici saranno pronti, le assunzioni potranno partire; abbia avuto, con il recente provvedimento di novembre 2018, un’ulteriore autorizzazione ad assumere altre 240 unità. Ma non ha ancora indetto il relativo concorso. In sintesi: il presidente Boeri deve ancora assumere le unità autorizzate nel 2017 e 2018 e già si preoccupa di quelle del 2019, ancora non maturate. Perché?”, si chiede Bongiorno.