Home I lettori ci scrivono La scuola media è un dinosauro che fa “bella chat”?

La scuola media è un dinosauro che fa “bella chat”?

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La Scuola dovrebbe essere una comunità educante, un’oasi felice dove accrescersi con rapporti umani reali e tangibili. L’unico luogo dove i nostri alunni non vengano resi “schiavi”: dipendenti dalle connessioni e dal fasullo mondo virtuale.

In primis, per rispondere alla domanda del titolo, occorre svolgere la seguente breve premessa: la Costituzione italiana (vigente) consiste in 139 (brevi) pilastri della legge, fondamentali (e fondanti) che sono alla base del nostro Stato repubblicano (ed antifascista).  Tale libricino è in vigore dal primo Gennaio 1948 e “costituisce” l’apice piramidale di tutto l’ordinamento giuridico della nostra Repubblica.

Ergo, da tale libricino, (devono) derivare tutte le altre leggi che usiamo per far rispettare il funzionamento della (res pubblica)quindi anche della Scuola Pubblica.

E pertanto nessuna legge varata dal Parlamento oppure da Istituzioni Pubbliche (cioè pure da quelle “leggine” interne alle “autonomie” scolastiche) possono andare “contro” la Costituzione.

La Costituzione resta la “pietra di volta” che fa restare in piedi tutto l’ ordinamento del nostro paese (anche quello scolastico); essa garantisce il “modus operandi” democratico nei rapporti tra i cittadini, lo Stato e le istituzioni Statali (cioè pure nelle Scuole Pubbliche). In cosa consista, poi, la  cosidetta  “Autonomia scolastica” (all’italiana) lo sanno tutti.

Ma perché ilsoggettodel quesito è la Scuola Media? Spieghiamoci. È lo stesso MIUR a riconoscere che occorre: “una politica nazionale di contrasto del fallimento formativo e della povertà educativa”.

I dati OCSE-PISA sulle povertà delle c.d.  “competenze” in aree di saperi irrinunciabili, ce li conferma pure l’ ISTAT .

Per l’ ISTAT, i ragazzi che frequentano l’ultimo anno (delle Scuole Medie) arrivano alle superiori con gravi insufficienze: il 34,4% infatti non raggiunge la sufficienza nelle competenze alfabetiche, riportando gravi difficoltà nella comprensione dei testi, mentre il  40,1% ha seri problemi con la matematica.

Tutti i test, scientifici ed oggettivi, (nazionali ed internazionali) ce lo certificano: il rendimento degli alunni della Scuola (dell’ obbligo), crolla nel passaggio dalle elementari alle medie.

Ciò, purtroppo, conferma che “l’anello debole” della Scuola Pubblica italiana si riscontra nei tre anni in cui gli alunni vengono affidati alla Scuola Media;  anni che passano velocissimi e dove gli alunni (sovente) più che imparare a “leggere, scrivere e far di conto” ,

Imparano il  “bella chat ”… laddove sarebbe più in linea con la Costituzione… che essi imparassero  “bella ciao”:

Peraltro, a ciò va aggiunto che pur rivestendo i Docenti il profilo giuridico di Pubblici Ufficiali, diverse funzioni dei Docenti nonché varie riunioni collegiali si riducono ad  “aree  di iperconnessione a varie chat ”  e/o a sponsorizzazioni aziendalistiche di smartphone e giganti del WEB, e/o  a  guerre intestine ad una categoria professionale che (così operando) ha abdicato sia alla Costituzione che alla propria mission educativa.

Pur, infatti, sussistendo il diritto di critica, non di rado si contrasta l’operato di colleghi “contrastivi” (le loro opinioni, il loro contributo specifico che essi apportano alla Istituzione Scolastica e/o durante una discussione collegiale)  utilizzando toni accaniti  e/o  servendosi di chat  e/o  di sottogruppetti in WhatsApp (coinvolgendo utenti e genitori) con tratti aggressivi.

Ciò può determinare un pregiudizio al decoro e  (alla lunga) alla salute dei colleghi colpiti, inficiandone diversi profili. Eppure tra Docenti ci si trova tra Pubblici Ufficiali. O no?

Vero è che la Scuola Pubblica, nel suo complesso, (e vari operatori in essa), dopo la caduta del muro di Berlino (1989), si sono via via sottomessi alla “illogica” competizione di stampo aziendalistico e liberistico selvaggio, dove tutto e tutti sono trasformati  in  “prodotti da vendere al banco!

Al contempo è incostituzionale  (ed illegale)  attaccare i  colleghi che optano per la “resistenza” e per la onestà intellettuale  (difendendo la stessa Costituzione),  e che (in nome di ciò)  si rifiutano di “svendere dei prodotti scolastici ” come nei mercati rionali,  e che risultano essere stimati dagli alunni senza raggirarli; proprio perché essi non sono dei “clientes”  e neppure degli “amici degli amici di cerchie magiche”…  ma  vanno educati e formati ad essere cittadini liberi e pensanti: non  “analfabeti funzionali” dell’era liquida-virtuale 3.0  e/o  4.0!

Tutto il personale scolastico Pubblico, assomma a poco oltre 1.000.000 di Lavoratori tra Docenti, personale ATA, personale di ruolo e/o precario.

Purtroppo, però, molti  Docenti restano nella loro piccola trincea “a spararsi tra loro” perché si sono fatti dividere, e i  sindacati hanno alimentato tali spinte divisive ;  tant’è che alcuni di questi tentano di unirsi per evitare il continuo declino.

Pur essendo, la gran parte del personale scolastico, laureato,  nel suo complesso esso si è fatto ridurre come un dinosauro con le stampelle:   possente ed in auto-estinzione;  a cui non resta che fare “bella chat ”, e che (di fatto) resta impotente!

 

Vincenzo Rossi