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Vecchioni: il miglior futuro per tutti è scritto nel miglior presente che riusciamo a realizzare

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L’anteprima di Sigfrido Ranucci, giornalista d’inchiesta di Report, è già di per se succulenta e piena di particolari, ma la versione integrale assicurano dalla redazione di Report, darà uno spaccato chiaro ed inequivocabile di come si agisce all’interno del palazzo di viale Trastevere. Il timore è quello che da domani mattina, ci troveremo di colpo proiettati dalla scuola dei sogni del ministro Profumo, alla scuola degli incubi uscita dall’inchiesta di Report.
Il rischio concreto è quello di svegliarci dal sogno provocato ingannevolmente dal ministro Profumo che, in questi mesi, ci ha promesso una scuola che non c’è o che forse c’è nei suoi sogni, e trovarci nella solita brutta e triste realtà. Il ministro dell’istruzione non sa riconoscere la realtà che lo circonda, vive in un suo mondo della conoscenza parallelo, fatto di spazzi civici immaginari, di scuole totalmente digitalizzate, di docenti formati ad usare laboratori, tablet, lavagne interattive, registri elettronici e quant’altro.
La testimonianza del fatto che Francesco Profumo viva in un iperuranio di platonica memoria, è impresso nella pubblicità progresso, che tanto scandalo ha prodotto il mese scorso, realizzata da Riccardo Luna, Paolo Iabichino e Roberto Vecchioni. Il cantante milanese che in quello spot ci ha messo oltre che la voce, anche la faccia, ha recitato dicendo: “il miglior futuro per tutti è scritto nel miglior presente che riusciamo a realizzare insieme”. Se il miglior presente che siamo riusciti a realizzare è quello che uscirà dall’inchiesta integrale di report, allora immaginiamo quale sia il futuro di tutti i nostri giovani studenti e quello della povera scuola pubblica.
Chissà se stasera, il bravo Sigfrido Ranucci, ci darà notizia anche di quanto è venuto a costare la pubblicità progresso “porta a scuola i tuoi sogni”. La verità è una sola e anche molto semplice da capire: “la scuola non ha bisogno di sogni e sognatori, ma di provvedimenti seri e reali che rimettano al centro la scuola e ridiano ai docenti la dignità persa.