Home Ordinamento scolastico A Cosenza il dirigente è troppo centrale, perfino ingombrante

A Cosenza il dirigente è troppo centrale, perfino ingombrante

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Dai corsi di recupero intramoenia, finanziati dalle famiglie, al murale con la sua immagine tra quelle dei personaggi più famosi della città, dai cambianti continui dello staff presidenziale, con esoneri, semiesoneri, cooptazione di docenti a cui vengono tolte ore arbitrariamente, all’installazione di sistemi di videosorveglianza perfino negli spazi ricreativi  alla mancata chiusura di parti malsane della scuola. Ma non solo. Avrebbe organizzato incontri preelettorali a scuola tra genitori degli alunni e candidati del Pd, non si sarebbe curata dei diritti dei lavoratori previsti dal contratto, così come le prerogative degli Organi Collegiali, le cui delibere vengono intenzionalmente ignorate. Non rispetta la funzione delle Rsu; interrompe collegi – riaggiornandoli a suo piacimento – solo perché intuisce dalle proteste che il progetto che aveva in mente non incontra il favore dei docenti e quindi potrebbe non passare. Il contributo volontario delle famiglie è un eufemismo molto più che altrove: oltre alla tassa di iscrizione, vengono richiesti continuamente oboli ai genitori per qualsiasi attività.

Vengono presi provvedimenti arbitrari e in violazione degli obblighi contrattuali, come la ritorsione rispetto ai docenti che non accettino di sostituire i colleghi assenti.

 

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Tre ispezioni collegiali inviate dal Miur su richiesta di Flc, Cisl e Uil scuola, che presentano a viale Trastevere un corposo dossier pieno di denunce circostanziate, due condanne per comportamento antisindacale non le fanno cambiare di un millimetro atteggiamento nei confronti dei prof e così continua con: lettere di richiamo per non aver accolto la nomina a coordinatore di classe, che – come è noto – non è vincolato ad accettare; lettera di richiamo per una docente che – colta in un colloquio con i genitori esterno alla scuola – stava (nella interpretazione del Grande Inquisitore) certamente diffamando l’istituzione scolastica. Il clima irrespirabile e condizioni di lavoro (e di apprendimento) proibitive: anche gli studenti hanno subito minacce, al punto da dimettersi tutti insieme dagli organi collegiali di rappresentanza.

Ma ci sono stati anche interpellanze parlamentari da Sel e del M5S e interrogazione al Consiglio regionale e parte pure una lettera di un eurodeputato alla ministra Giannini, fino alla proclamazione da parte di tutti i sindacati dello stato di agitazione del personale che non ne può più.

Chiosa la giornalista del Fatto: La Buona Scuola di Renzi propone una centralità della funzione del dirigente, decisore delle sorti dei singoli insegnanti relativamente al merito e, da alcuni punti di vista, al premio; reclutatore; figura fondamentale per il risultato e, dunque – nel panorama disegnato dal documento – nel mediare strategie di introduzione del privato nel finanziamento da una parte, negli organi futuri dall’altra e dunque nella potenziale limitazione del principio di libertà di insegnamento in quel mostruoso e pedestre modello di società che hanno inventato in un mese spacciandolo per riforma.

I dirigenti reclutati nelle ultime tornate concorsuali hanno dimostrato spesso di non essere all’altezza di un ruolo estremamente impegnativo e di grande responsabilità, tanto più quanto i singoli istituti sono ormai privi di finanziamento. Si annuncia un nuovo concorso con le stesse caratteristiche e procedure di quello di 3 anni fa, che ha fatto lavorare avvocati e tribunali come non mai, con alcune questioni ancora non completamente risolte.