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A lezione “anti-bulli”

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A Genova, nell’istituto Einaudi-Casaregis-Galilei verrà ospitato il progetto pilota contro il bullismo nelle scuole, realizzato dall’associazione White Dove e in via di finanziamento dalla Regione. L’idea è quella di prevenire i fenomeni di bullismo e la violenza: ma come ci si arriva? “Il percorso da fare è quello di un’educazione ai sentimenti, al mettersi in gioco, al contatto col gruppo senza escludere e senza diventare parte di un “branco” dietro cui nascondersi quando si agisce la violenza”, anche se il difficile, con i ragazzi, è riuscire a parlare il loro linguaggio, non farli distrarre. Per questo si cercherà di usare strumenti il più vicino possibile ai loro linguaggi, una modalità di discorso il più partecipata possibile e poi video, giochi, interazione diretta, con l’obiettivo di decodificazione e comunicazione delle proprie emozioni, di portare alla “nascita” di cittadini informati anche sulla conseguenza delle proprie azioni: in particolare per quanto riguarda il cyber-bullismo, nei ragazzi c’è l’idea che su internet, magari coperti dall’anonimato, sia permesso tutto: sono sprovveduti su ciò che può accadere a chi è vittima di insulti o di attacchi ma anche a chi li fa. Bisogna fare capire che non è così. In tutto questo percorso, il ruolo dei professori è ambivalente: “Gli insegnanti sono fondamentali, sono in prima linea tutti i giorni. Ma non si devono sobbarcare anche il ruolo dello psicologo, anche perché hanno già un ruolo che è di autorità nei confronti degli studenti”. Mentre lo psicologo può intercettare problemi e ansie dell’adolescenza che ai professori non vengono espressi: “Nella nostra idea ci vorrebbe uno “sportello” psicologico fisso nelle scuole per l’ascolto dei ragazzi, ma chiaramente tutto dipende dalle risorse a disposizione, oltre che dalla buona volontà di presidi e insegnanti, che non manca mai”.