Home Precari A metà ottobre ancora classi scoperte e le nomine annuali tardano ancora

A metà ottobre ancora classi scoperte e le nomine annuali tardano ancora

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Le famiglie protestano per la mancanza di alcuni insegnanti, gli alunni vengono lasciati soli a giocare in classe, a metà ottobre ancora non sono state fatte le nomine annuali.

Purtroppo si registrano anche casi di alcuni alunni disabili lasciati a casa per la mancanza del docente di sostegno, in alcuni ambiti territoriali provinciali non sono state fatte ancora le nomine annuali da Gae e si procede con numerose rettifiche delle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Siamo a conoscenza di casi in cui i dirigenti scolastici non nominano i supplenti fino all’avente diritto e lasciano le classi scoperte. Nonostante ci siano i docenti di potenziamento, che vengono utilizzati anche come tappabuchi, le scuole sono in piena emergenza, e i dirigenti scolastici, per garantire la vigilanza, continuano come in passato ad accorpare le classi, a utilizzare i docenti di sostegno come supplenti anche in presenza dell’alunno disabile. Nelle scuole secondarie di II grado, i DS arrivano a mandare gli alunni a casa una o due ore prima della fine delle lezioni o a farli entrare anche alla seconda ora di lezione.

Le lezioni sono iniziate ormai da circa un mese, ma nelle classi di molte scuole italiane regna sovrana la confusione. Mancano soprattutto i docenti di sostegno, in Emilia Romagna servono almeno 600 docenti di sostegno, stesso problema si verifica, con la mancanza di centinaia di docenti anche nel Lazio, in Lombardia e Veneto.

Il problema, anche se più ridotto, c’è anche al Sud Italia. Posti liberi sul sostegno pure in Calabria, dove si attendono con ansia le nomine da Gae. Moltissimi gli spezzoni inferiori o uguali alle 6 ore che gli ambiti territoriali provinciali non hanno utilizzato per fare cattedre orario esterne. Tali spezzoni purtroppo sono ancora, in diversi casi, non ricoperti da supplenti.

A creare questo grave disagio ha contribuito anche il fenomeno della surrogazione di alcune cattedre e di alcuni spezzoni attuate con i posti di potenziamento.