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A scuola di coding per eliminare il digital divide in Italia

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A scuola di innovazione tecnologia per dare velocità alla trasformazione digitale del nostro Paese, delle nostre imprese, della società e Pubblica Amministrazione. Una “piscina digitale” dove imparare a nuotare scrivendo i codici del futuro.

E’ questo il contesto in cui opera la nuova Scuola 42 Roma Luiss destinata ai giovani tra i 18 e i 35 anni, che vogliono lavorare nel coding e nella programmazione.

Le caratteristiche richieste per gli aspiranti candidati sono l’essere appassionati di programmazione informatica e la volontà di mettersi in gioco in un percorso innovativo. Il progetto nasce nell’ambito dei piani di investimento e degli stanziamenti del Fondo Nazionale Innovazione ed ha l’obiettivo di aiutare a colmare il gap formativo sulle nuove tecnologie digitali che il mondo del lavoro richiede da tempo. Oggi l’Italia è purtroppo al terzultimo posto in Europa (siamo davanti solo a Bulgaria e Romania) per quanto riguarda le competenze digitali tra i ragazzi sotto i 25 secondo i dati forniti da Eurostat.

Il contesto del “Digitale” in Italia

Un gap culturale difficile da colmare ma che va affrontato seriamente se vogliamo che il nostro Paese riduca drasticamente il digital divide in tutti gli ambiti sia lavorativi che quotidiani, e che come evidenziato sul sito della scuola si tratta di “uno scenario in grado di rallentare la crescita economica del nostro Paese” che rischia di “approfondire il già rilevante digital divide e non dotare i giovani di quelle competenze digitali e di programmazione necessarie per fare la differenza”. Basti pensare all’impatto traumatico che hanno subito famiglie, docenti e studenti nel dover passare dalla didattica tradizionale alla didattica a distanza per far fronte all’emergenza sanitaria del Covid 19 che ha costretto alla chiusura delle scuole.

Cosa è Scuola 42

Scuola 42 è la prima scuola gratuita nel suo genere in Italia; si inspira sul modello dell’Ecole 42 francese che ha proprio come obiettivo principale quello della formazione specialistica di giovani innovatori su diversi ambiti, tra cui appunto la programmazione di software e l’intelligenza artificiale, due mondi sempre più vicini. La scuola sorgerà in uno spazio di oltre 700mq presso l’Hub di LVenture Group nella Stazione Termini, in Via Marsala 29h, dove è presente l’acceleratore di startup LUISS EnLabs, nato da una joint venture tra LVenture Group e l’Università Luiss.

Da ottobre 2020 partiranno i test che serviranno ad individuare i primi 150 studenti che saranno ammessi al primo corso di formazione su base triennale e che avranno l’opportunità di “nuotare nell’oceano sconfinato del digitale”.

Il percorso formativo si basa sull’innovativo approccio educativo “peer to peer” cioè letteralmente “tra pari”. In dettaglio la metodologia prevede che gli studenti debbano affrontare problemi pratici e provare a risolverli attraverso le capacità digitali in fase di acquisizione. Non esistono quindi lezioni frontali ma la didattica si basa sullo sviluppo di progetti in cui vengono simulati condizioni e problemi reali con l’utilizzo del metodo pedagogico del Project based learning (PBS).I ragazzi svolgono le attività, imparando dai propri errori. Non si pagano rette e non servono titoli di studio: la selezione si basa solo sulle proprie capacità. Tre sono i test da superare, le cosiddette “Piscine” scoglio da superare per essere ammessi.. Tra i promotori dell’iniziativa c’è Riccardo Zacconi, co-founder e presidente di King.com: nel mondo è conosciuto per lo straordinario successo di Candy Crush, il gioco che ha rivoluzionato il gaming sugli smartphone. Gli studenti della 42, infatti non sosterranno i classici esami di profitto, ma saranno messi alla prova con problemi da risolvere, allenandosi fin da subito a lavorare in squadra e a pensare fuori dagli schemi. Le lezioni frontali saranno sostituite come detto da una serie di progetti connessi tra loro che simuleranno la configurazione del lavoro nel mondo reale.

L’obiettivo della scuola è quella di partire con Roma ma di espandere la metodologia in altre 20 città con l’intento di formare una nuova generazione di giovani innovatori, in grado di guidare la transizione verso l’industria digitale.

E’ il momento di accelerare sulla cultura della digitalizzazione ed eliminare il gap italiano in materia di innovazione tecnologica.