Home Personale Alla fine erano voli pindarici quelli di Faraone?

Alla fine erano voli pindarici quelli di Faraone?

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Nei primi giorni di ottobre di questo calante 2015 il sottosegretario al Miur Davide Faraone aveva lanciato, sul suo profilo facebook, una scommessa su quello che sarebbe stato, di lì a qualche mese, la costituzione dell’organico potenziato che avrebbe dato a tutte le scuole italiane personale docente aggiuntivo per una media di 6 o 7 docenti per scuola.

Un organico potenziato di circa 55 mila docenti in più, rispetto all’organico di fatto con cui si è aperto a settembre l’anno scolastico 2015/2016. Cosa scriveva Davide Faraone il 6 ottobre 2015 nel suo profilo Facebook? Scriveva: “La nostra sfida alle scuole: con l’organico del potenziamento niente tappabuchi. Ci aspettiamo creatività e fantasia. Tra novembre e dicembre le scuole italiane avranno a disposizione circa 50 mila docenti in più. In media 7 per istituto. Nessun governo prima di questo aveva fatto un tale investimento in termini di risorse professionali. È una sfida. Non stiamo immettendo in ruolo docenti per fornire alle scuole tappabuchi per le supplenze o factotum da usare all’occorrenza. L’organico del potenziamento è la grande occasione che gli istituti hanno per decidere cosa fare e cosa essere, in base alle esigenze degli studenti e del territorio”.

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Rispetto a questo ottimismo eccessivo del sottosegretario al Miur Davide Faraone, noi avevamo scritto che forse il deputato del partito democratico stava realizzando un vero e proprio volo pindarico. Pensare che l’organico potenziato potesse essere la grande occasione delle scuole per risolvere i tanti problemi cronici di una scuola che non produce grandi risultati è tipico di quelle persone che con la forza della loro mente si distaccano dalla realtà, entrando in un mondo parallelo fatto di sogni surreali dove regna un’ardita e complicata digressione della realtà.

Adesso, a distanza di quasi un mese dalla presa di servizio dei docenti entrati in ruolo nella fase C, si registra con ogni evidenza che il sottosegretario sull’utilizzo dei docenti dell’organico potenziato aveva effettivamente fatto un volo pindarico. Infatti è diffusa l’opinione che i docenti in organico potenziato sono utilizzati, nella maggior parte dei casi, come tappabuchi per le supplenze o factotum da usare all’occorrenza.

Sulla questione utilizzo dei docenti dell’organico potenziato interviene, sul suo profilo facebook, anche l’ispettore del Miur Max Bruschi che scrive: “Molti docenti che hanno “preso servizio” si trovano a bivaccare nei corridoi. Lo trovo uno sconcio. Quasi nessuno ha avuto il doveroso confronto con il DS, curriculum alla mano. Poi, ci sono le fantastiche eccezioni. Ma, per l’appunto… non rappresentano, oggi, la regola”.

L’ex consigliere politico di Mariastella Gelmini si lancia in prodighi consigli su come utilizzare in modo creativo questo organico aggiuntivo che finora si è girato i pollici o al massimo ha fatto qualche supplenza per sostituire l’assenza breve di qualche docente.

Per esempio, dice Bruschi, nella scuola primaria e secondaria di primo grado si possono usare i docenti della fase “C” per scomporre le classi e fare gruppi di livello; per sperimentare “nuovi” modelli (il “modello stellare”, ad esempio, con un insegnante del “leggere scrivere far di conto” e gli specialisti di motoria, musica, inglese… ); per prolungare l’orario del “tempo a scuola” con attività didattiche facoltative.

Nei licei invece , continua Max Bruschi, possono essere previsti momenti di copresenza (esempio: insegnante di arte e insegnante di pittura…). Si possono organizzare, attraverso il piano dell’offerta formativa, attività ed insegnamenti facoltativi coerenti con il profilo educativo, culturale e professionale dello studente previsto per il relativo percorso liceale. Mentre al Miur continuano a fare voli pindarici, la realtà interna alle scuole è quella di fondi d’Istituto alleggeriti del 10% rispetto all’anno scorso e di docenti immessi in ruolo su organico potenziato che fanno qualche supplenza e vagano , come anime in pena, nei corridoi delle scuole.