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Alunna in sedia a rotelle, la ds: “Meglio che resti a casa. Attiviamo la Dad”. La madre: “Andare a scuola è un diritto”

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Una storia che dimostra ancora una volta quanto a volte non si può davvero parlare di piena inclusione degli studenti con disabilità a scuola. Come riporta Il Tirreno, ad una studentessa costretta a spostarsi con l’ausilio di una sedia a rotelle è stato consigliato, dalla scuola, di stare a casa e seguire le lezioni in modalità a distanza. Da qui la denuncia della madre.

“Le attiviamo la Dad. Sarebbe meglio che sua figlia restasse a casa”, questo quello che si è sentita dire la donna dalla dirigente scolastica di una scuola di Grosseto. “Da quando è tornata a scuola dopo un’operazione – racconta la mamma della piccola – è tutto un ‘noi non possiamo portarla in bagno’, ‘non siamo autorizzati’, ‘sarebbe meglio restasse a casa’. A me non interessa chi deve fare cosa e se insegnanti e personale scolastico non sono autorizzati ad aiutare mia figlia. La scuola conosce i suoi problemi e deve attivarsi con il personale necessario. Mia figlia ha diritto di andare a scuola e stare con i suoi compagni che hanno sempre dimostrato di accettarla e, quando era necessario, sono stati pronti ad aiutarla anche solo portandole lo zaino. Non vedo perché debba stare a casa a fare la dad (didattica a distanza) quando i medici mi hanno detto che può andare a scuola. Chi ha la responsabilità di dirigere la scuola, se la prenda”.

Montascale non funzionante

La ragazzina è affetta da una malattia genetica che le comporta una serie di problemi, anche alla deambulazione. Cammina autonomamente, ma deve sostenere degli interventi chirurgici periodici ai piedi e alle gambe per cercare di migliorare la sua situazione. Nei giorni scorsi la ragazzina ha sostenuto proprio uno di questi interventi. È stata ingessata a una gamba e la famiglia, una volta dimessa, l’ha riportata a scuola. Ed è proprio dal suo ritorno a scuola che sono iniziati i problemi.

“È tutto un rimpallo di responsabilità – continua la madre esasperata – io voglio che mia figlia vada a scuola perché è un suo diritto e perché i medici hanno detto che può farlo”. La classe frequentata dalla ragazzina si trova al primo piano di un edificio a due piani, pian terreno e piano superiore. Nelle scorse settimane l’alunna aveva la possibilità di salire tramite il montascale che, però, poco prima dell’operazione si è rotto e il Comune è in attesa che arrivino i pezzi di ricambio.

“Ho avvisato che mia figlia sarebbe tornata in classe con il gesso e la sedia a rotelle – aggiunge la madre –. Già mesi fa, quando la classe venne spostata al primo piano, feci presente che poi sarebbe arrivato questo momento. È arrivato e per tutta risposta dalla dirigente mi sento dire che ‘sarebbe meglio restasse a casa tanto le attiviamo la Dad’. La ragazza la mattina viene portata in braccio dal babbo. Nessuno può entrare ad aiutarlo se non autorizzato dalla dirigente. Avrebbe dovuto farlo un operaio del Comune, ma non ha potuto perché in ospedale. La piccola non può andare in bagno da sola”.

“Sia rispettato il diritto allo studio”

“Deve essere aiutata – dice la mamma –, ma sembra che nessuno lo possa fare. Il primo giorno l’ha aiutata l’educatrice, il secondo giorno sono dovuta andare io. Deve essere attivato un assistente sanitario che la aiuti e mi hanno detto che è stato fatto; al contempo mi viene spiegato dagli assistenti sociali che potrebbe farlo il personale Ata se desse la sua disponibilità. Non spetta a me risolvere il problema e non è giusto che mi venga suggerito di tenerla a casa. Fra pochi giorni è prevista una gita: la vorrei mandare. Mi hanno detto che la gita non è adatta perché c’è un percorso di trekking. Forse, visto che conoscono i problemi di mia figlia, avrebbero potuto scegliere una meta diversa. Male che vada la porterò io. Mi chiedo: se ci fosse un incendio, chi la porta fuori? Non chiedo molto, solo che sia rispettato il diritto allo studio”, questo il grido d’aiuto della donna.

Questa vicenda ricorda quella relativa all’alunna con disabilità che è andata a scuola e ha trovato la classe deserta; gli studenti con disabilità spesso soffrono a causa di ostacoli fisici e sociali e non riescono a vedersi garantito il loro diritto allo studio.

Il corso

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Il corso è rivolto a tutti coloro che vogliono prepararsi al concorso per dirigente scolastico e ai dirigenti scolastici, ai docenti con incarico di funzione strumentale o referente per l’inclusione.