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Alunni immigrati: +16%, pari al il 10% della popolazione studentesca

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È ancora l’Eurispes a metterlo in evidenza, anche se ormai da qualche anno se ne parla sempre di meno, segno questo che è in corso nel nostro paese una fase importante di integrazione e assimilazione degli stranieri nel gruppo classe e nella scuola in generale. 

Infatti, fino a pochi anni fa, erano tante le famiglie che  addirittura cambiavano scuola per i figli, quando si accorgevano che gli stranieri raggiungevano numeri per loro insopportabili. Fu perfino stabilita una quota possibile di ragazzini stranieri all’interno di ogni aula, con la conseguenza che le scuole di periferia, laddove gli immigrati riuscivano a trovare casa, si trovarono ad avere solo alunni di altre Nazioni

Ora Eurispes nel Rapporto Italia 2021, nel paragrafo dedicato ai percorsi scolastici degli immigrati, sottolinea come nel Paese gli alunni con cittadinanza non italiana (Cni) abbiano superato nell’anno scolastico 2018/2019 le 850.000 unità con un incremento del 16 per cento rispetto all’anno precedente, attestandosi a una quota del 10 per cento del totale degli iscritti nelle scuole italiane. 

Si tratta, precisa Eurispes, soprattutto di rumeni, albanesi, marocchini e cinesi;  e poi scrive: “Ogni politica volta al respingimento, alla negazione o alla stigmatizzazione dei migranti è destinata ad infrangersi su una realtà complessa, irrinunciabile e inevitabilmente orientata a essere interculturale e non monoculturale o monoidentitaria”.

Chi questa tesi la sosteneva, quando il fenomeno della integrazione scolastica degli alunni extracomunitari  si faceva sempre più importante e complessa, era messo sotto accusa, insieme a chi indicava nella ghettizzazione di questi ragazzi, con la famiglia, una politica sbagliata. 

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