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Amianto in 2.400 scuole: a rischio 352.000 alunni, 50.000 tra docenti, Ata e presidi. Preoccupano Lazio e Marche

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In Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto: e le scuole sono tra gli edifici con maggiore presenza della sostanza killer, causa di “6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600)”: secondo l’Osservatorio nazionale amianto (Ona) e il Comitato nazionale italiano Fair play, ‘Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto’, che hanno realizzato un censimento sui materiali che contengono amianto, ben 2.400 istituti scolastici contengono amianto. A frequentare quelle scuole sarebbero almeno 352.000 alunni, più 50.000 tra docenti, personale Ata e dirigenti scolastici.

Ben 40 milioni di tonnellate d’amianto ancora presenti in Italia

La sostanza, messa al bando per legge 26 anni fa, è presente in modo ancora massiccio sul territorio italiano: dei 40 milioni di tonnellate di amianto presenti in Italia, si legge nella ricerca, ben “33 sono in matrice compatta e 7 friabile, in un milione di siti, di cui 50.000 industriali e 40 di interesse nazionale (di questi, 10 solo per amianto, da Fibronit di Broni e di Bari a Eternit di Casale Monferrato)”.

Tra l’altro, i dati sarebbero in sensibile difetto, perché nonostante le Regioni abbiano l’obbligo di trasmettere, entro il 30giugno di ogni anno, al Ministero della salute i dati sulla presenza di amianto, questa comunicazione spesso non si realizza.

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Lazio e Marche: numeri alti

In ogni caso, vi sono alcune regioni dove la situazione, a livello scolastico, è da allarme. Nel Lazio sono presenti ancora qualcosa come “64 tonnellate di amianto compatto e 150 chilogrammi di amianto friabile”, per le Marche di “amianto friabile in 89 istituti scolastici e di ricerca e in 24 impianti sportivi”, per la Sardegna “in 395, di cui 72 bonificati e 323 ancora da bonificare”.

Anche secondo Legambiente, come riportato di recente dalla Tecnica della Scuola, l’amianto si trova nel 10% degli edifici scolastici: una percentuale non molto distante da quella pubblicata a seguito dello studio.

Dove è “nascosto” l’amianto

A questo proposito, sempre La Tecnica della Scuola ha ricordato quali che i principali prodotti contenenti amianto nelle scuole sono:

  • ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti: fino all’85% di amianto (prevalentemente amosite spruzzata) e elevato potenziale di rilascio fibre;
  • rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie: in tele, filtri, imbottiture in genere il contenuto di amianto è al 100%. Per altri rivestimenti in miscela al 6-10% con silicati di calcio. Elevato potenziale di rilascio fibre se i rivestimenti non sono ricoperti con strato sigillante uniforme e intatto;
  • prodotti in amianto-cemento (coperture, tramezzi, cassoni dell’acqua, canne fumarie): 10-15% di amianto (crisotilo e anfiboli). Rilascio possibile solo se abrasi, segati o deteriorati;
  • pavimenti vinilici: 10-15% di amianto crisotilo. In questo caso il rilascio di fibre è improbabile.

La presenza anche in altri “siti”

Oltre che nei 2.400 istituti scolastici, l’amianto è situato anche in “1.000 biblioteche ed edifici culturali; 250 ospedali, 300.000 chilometri di tubature, che diventano 500.000 compresi gli allacciamenti”.

Ma anche negli “impianti sportivi, realizzati prima dell’entrata in vigore del divieto di utilizzo di amianto (1 aprile 1993) presentano materiali in amianto e contenenti amianto e necessitano quindi di bonifica”.

I casi di tumore da amianto

Di recente, è stato accertato che l’amianto è la causa principale del mesotelioma, un tumore maligno che colpisce il rivestimento di alcuni organi interni, in questo caso i polmoni (l’80% dei mesoteliomi è causato dall’amianto), guadagnandosi un posto nella lista 1 di IARC, quella che comprende i cancerogeni certi per l’uomo.