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“Anche la cancellazione è violenza”: allo Spedalieri di Catania un’antologia delle donne “cancellate”

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“Anche la cancellazione è violenza” e quando essa è a danno delle donne, come per lo più avviene, si trasforma in ulteriore violenza, ancora più subdola perché cancella dalla memoria l’impegno e il contributo che molte donne hanno dato alla crescita dell’umanità.

A Catania, al Liceo Spedalieri, grazie all’impegno della prof Adriana Cantaro, appoggiata dal preside, prof Alfio Pennisi, è in corso una mostra, presa dal movimento “La Voltapagina” di Catania che nasce come naturale conseguenza delle manifestazioni del 13 febbraio 2011, dalla percezione delle grandi risorse di vitalità e creatività che il movimento delle donne ha mostrato di avere e con la dichiarata intenzione di voltar pagina e dar inizio ad un tempo nuovo.

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 Un gruppo eterogeneo quello delle “Voltapagina” nato dall’incontro di tre generazioni di donne: dal femminismo storico anni ’70 e ’80 al post-femminismo, al neo- femminismo delle nuove generazioni. Un gruppo di donne che considerano le differenze una ricchezza, una più larga possibilità per una comunicazione aperta e libera. Un gruppo di donne che si confrontano, quindi, animate dal medesimo desiderio di ricominciare una elaborazione collettiva e femminista della realtà. Un gruppo che dice no alla passività di osservatrici lucide ma impotenti di fronte al rischio sempre presente di perdita delle conquiste ottenute nel tempo ed al possibile arretramento della condizione delle donne in tutti i campi. Una condizione per cui in passato il Movimento aveva appassionatamente lottato e vinto.

E fra queste donne cancellate dalla storia, ma che il movimento vuole riportare alla memoria degli studenti soprattutto e poi della cosiddetta società civile, ci sono personaggi di donne straordinarie, studiose e intellettuali, scienziate e ricercatrici ma ama anche poetesse e scrittrici.

Il video che illustra l’iniziativa delle “Voltapagina” con la mostra in corso presso il liceo catanese