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Anche il pc parla greco…

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“Il nostro modo di pensare si è formato nella Grecia antica […]. Se ignoriamo l’Ellade non ci capiamo più, per una ragione profonda: mentalmente siamo nati lì”

(Vittorio Mathieu, Le radici classiche dell’Europa).

Nel linguaggio informatico tante espressioni, entrando nel vivo della parola all’indietro, sono visibilmente classicheggianti: fanno riferimento a concetti razionali, scientifici e tecnologici, sostanzialmente figli della tradizione greco-latina. Qualche esempio? Antivirus, Gigabyte, Megabyte, Ipertesto, Log in, Mouse, History, Trojan horse, et cetera.

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  • Antivirus: antí (gr.) “contro” e virus (lat.) “veleno”, il programma che cerca di neutralizzare gli attacchi dei virus.
  • Gigabyte: gígas (gr.) “gigante”.
  • Megabyte: mégas (gr.) “grande”.
  • Ipertesto: ypér (gr.) “sopra” e textum (lat.) “tessuto”, documento composto da blocchi di testo tra loro collegati in modo interattivo.
  • Log in: lògos (gr.) “ parola” e in (lat.) “ dentro”, parola che permette di accedere ad un sistema.
  • Mouse: mus (gr.) “topo”, dispositivo che invia un comando al pc, guizzando (metaforicamente) come il piccolo Jerry del cartoon..
  • History: historía () “ storia” per indicare la cronologia.
  • Trojan horse: è una specie di virus che deve il suo nome al fatto che si nasconde all’interno di un programma apparentemente innocuo, proprio come il famoso cavallo di Troia in cui erano acquattati i guerrieri greci.

Insomma, l’informatica ci informa, formandoci sul retaggio antico del Personal Computer. Zanichelli docet! Quindi, cari nativi digitali, date retta a uno dei vostri patriarchi: la conoscenza del mondo classico, della cultura antica, non è affatto incompatibile con la passione per l’informatica, i computer, i software e le app. La morale che ne possiamo trarre è che una formazione completa, in grado di preparare un giovane alle sfide del presente e del futuro, deve saper guardare , da una parte alla cultura classica e alla sua capacità di plasmare la mente, e, dall’altra, al mondo contemporaneo in cui siamo immersi. Ermeneutica temporale: Parola di Bill Gates!

Pertanto, si usi  ancora meglio il videoterminale, affinché l’antico non sia terminale, se mai  un terminal di volo per il  nostro domani. Microsoft può venirci in aiuto come p.c:  per presa conoscenza, non per condoglianze!

Francesco Polopoli

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