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Anche per gli stranieri il grado d’istruzione incide sul reddito da lavoro

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Sui livelli del reddito da lavoro degli stranieri che vivono in Italia agiscono, tra i molteplici fattori, anche l’età e il grado d’istruzione.
In particolare, l’effetto del livello d’istruzione sulla retribuzione è positivo anche per gli stranieri, sia uomini, sia donne, ma il rendimento dei titoli di studio risulta inferiore rispetto agli italiani con pari grado di istruzione. Passando, infatti, dalla licenza elementare alla laurea, gli italiani vedono incrementare il loro reddito da lavoro mediamente del 75% (passando da 12.800 euro netti l’anno a 22.410 euro), mentre decisamente inferiore è l’incremento per gli stranieri, per i quali il reddito aumenta soltanto dell’8% (da 11.500 euro a 12.464 euro).
Questo è il quadro delineato dall’Istat che ha pubblicato il Report “I redditi delle famiglie con stranieri” riferito agli anni 2008 e 2009.
Guardando ai dati del 2008 (redditi da lavoro per titolo di studio, cittadinanza e genere delle persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni di età) i maschi stranieri senza titolo di studio o al massimo licenza elementare hanno un reddito di 12.988 euro l’anno, le femmine 9.451; gli uomini con la licenza media inferiore 13.177 euro, le donne 9.730; guardando alla licenza media superiore, gli uomini stranieri hanno un reddito di 13.774 euro, contro un reddito delle donne di 10.859; infine, i laureati di sesso maschile 17.659 euro, mentre per le donne si scende addirittura a 12.466.
Altro dato: sia per gli stranieri, sia per gli italiani, uomini o donne, il reddito aumenta con l’età fino a un massimo, per poi ridiscendere. Per gli stranieri, però, la dinamica è meno pronunciata e, nel caso degli uomini, più veloce. Per questi, infatti, la curva dei redditi da lavoro raggiunge il massimo (14.752 euro in media) nella classe di età 35-44 anni, cioè in anticipo rispetto alle donne, che lo raggiungono tra i 45 e i 54 anni, ad un livello comunque inferiore (9.900 euro). Le donne, evidentemente, sia che siano italiane, sia che abbiano cittadinanza straniera, scontano gli effetti sulla carriera lavorativa della pausa alla quale sono costrette nell’età in cui i figli sono piccoli.