Home Attualità Autonomia differenziata: per il Terzo settore aumenterebbe le disuguaglianze

Autonomia differenziata: per il Terzo settore aumenterebbe le disuguaglianze

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Secondo  la portavoce del Forum Terzo Settore, a margine dell’audizione che si è svolta al Senato sul  ddl Calderoli, “c’è il forte rischio che l’autonomia differenziata, così come prevista nell’impianto attuale, finisca per approfondire le già gravi disuguaglianze che attraversano il Paese. Da una recente fotografia Istat emerge ad esempio che al Sud la spesa pro-capite per il welfare territoriale (66 euro) è la metà della media nazionale (132 euro) e poco più di un terzo di quella del Nord-est (184 euro
“Il testo prevede un passo, quello della definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni, che attendiamo da oltre venti anni per garantire a tutti i cittadini uguali diritti e servizi. Eppure il pericolo è che, subordinandola al ‘traguardo’ delle intese differenziate con le Regioni, questa definizione avvenga con un’operazione al ribasso, ovvero senza prevedere nuove risorse per finanziare i Lep ma semplicemente riordinando quelli esistenti, ed escludendo quindi di fatto i Lep sociali. Una scelta simile finirebbe inevitabilmente per cristallizzare i divari territoriali che già conosciamo in ambito sociale, sanitario, culturale ed educativo, se non addirittura acuirli. Il Paese ha invece bisogno di un reale passo in avanti verso l’uguaglianza sostanziale, con diritti garantiti in modo uniforme e resi esigibili sui territori”.

“Chiediamo che l’unità del Paese e la riduzione delle disuguaglianze siano considerate sempre e comunque prioritarie nel percorso verso l’autonomia differenziata e che il Terzo settore, che opera diffusamente sui territori al fianco di comunità e persone, sia coinvolto nella delicata fase della determinazione dei Lep e Lep sociali, così come nelle attività di co-programmazione”.