Home Politica scolastica Autonomia scolastica vs programmi rigidi e prescrittivi

Autonomia scolastica vs programmi rigidi e prescrittivi [VIDEO]

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Nel dibattito sull’autonomia che si sta riaprendo in questi giorni anche in relazione alla ricorrenza del ventennale dalla firma del Regolamento contenuto nel DPR 275/99 c’è un punto che è bene chiarire.

Con l’entrata in vigore delle norme sulla autonomia i programmi scolastici cessano di avere valore prescrittivo.
Il “cuore” della riforma sta tutto nell’articolo 8 del Regolamento che assegna al Ministero il compito di definire tra l’altro:
a) gli obiettivi generali del processo formativo;
b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni;
c) le discipline e le attivita’ costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale;
d) l’orario obbligatorio annuale complessivo dei curricoli comprensivo della quota nazionale obbligatoria e della quota obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche.
Per maggiore chiarezza l’articolo 17 del Regolamento abroga le norme che attribuivano al Ministero il compito di definire i programmi per la scuola elementare e per la scuola media.

Con la Riforma Moratti che prende avvio nel 2003 il progetto viene perfezionato con l’emanazione delle Indicazioni nazionali e del “profilo dello studente”: quest’ultimo è il documento che definisce il profilo culturale ed educativo che si attende in uscita dai diversi percorsi scolastici mentre con le Indicazioni vengono forniti gli strumenti utili per consentire alle scuole di costruire il proprio curricolo.
Si tratta di una trasformazione importante del sistema scolastico.
A distanza di 20 anni molti sostengono che il cambio di paradigma non ha giovato alla scuola italiana. Ma c’è da chiedersi se chi è contrario all’autonomia scolastica vuole davvero un ritorno ai programmi prescrittivi rinunciando ai margini di libertà organizzativa e didattica offerti dalla possibilità di realizzare un curricolo flessibile più adatto alle esigenze del territorio e del contesto sociale e culturale in cui opera la singola scuola.

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Il video a cura di Reginaldo Palermo, vice direttore della Tecnica della Scuola

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