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Avere aperto le scuole il 7 e riaprirle tutte il 26 aprile al 100%, è da irresponsabili

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Il Governo aveva già riaperto le scuole il 7 aprile, anche nella zone rosse  con infanzia, primaria e prima media.
E i risultati non si sono fatti certo attendere con scuole o classi chiuse perché in quarantena e docenti in quarantena, il caos. 
La curva non decresce come dovrebbe e i morti in Italia sono un numero rilevante, siamo i primi in Europa per mortalità da Covid, terzi nel mondo, e in considerazione della popolazione primi nel mondo, colpa di una campagna vaccinale sbagliata, di aperture sbagliate e di regole non rispettate e non fatte rispettare.

La decisione di aprire subito tra 9 giorni è da una parte dettata dalla necessità di tenersi buono il centrodestra e in particolare Matteo Salvini, che ha intestato a sé stesso la battaglia delle riaperture, e pare che ieri l’abbia spuntata, dall’altra di non poter far più fronte a sostegni, in quanto con i 40 miliardi stanziati dal Consiglio dei Ministri per ulteriori sostegni si è raschiato il barile e il tasso di crescita del paese è molto preoccupante.

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Il passo successivo sarebbe attendere dai conti correnti bancari e postali degli italiani. Ecco quindi le riaperture programmate e inspiegabili  malgrado i dati del contagio, la scuola aperta in tutti gli ordini e gradi al 100% per poche settimane acquista ora un valore simbolico della ritrovata e progressiva normalità del Paese, declinata dalla propaganda governativa.
Un messaggio tranquillizzante al Paese unito a tanto finto ottimismo che ieri trasudava dalle dichiarazione dei politici di tutti gli schieramenti con la raccomandazione però cautela, aprire con cautela è la parola d’ordine, aprire Pedro ma con giudizio per parafrasare il Ferrer manzoniano nel bel mezzo della rivolta milanese per il.psne.

Il problema è che queste aperture sono molto pericolose in quanto non ancora si sono vaccinati tutti i fragili, gli ottantenni, i settantenni e i sessantenni, e rischia di compromettere i sacrifici fatti e di non farci uscire dalla terza ondata, vista l’aggressività della variante inglese che oggi costituisce oltre il 90% dei casi in Italia e mente si affacciano nel nostro Paese sia la variante brasiliana sia quella sudafricana.

Per la scuola con non tutti gli insegnanti vaccinati, per la sospensione delle vaccinazioni disposte da Figliuolo, si tratta di far impennare la curva dei contagi essendo le classi luoghi chiusi quelli in cui il virus si trasmette e certo classi con 25 alunni e più non possono garantire quelle distanze (2 metri) che ora sono necessarie per l’aggressività del virus.
A questo punto ci chiediamo per poche settimane dalla fine delle lezioni a cosa serviva aprire le scuole superiori al 100%? 
Grande è la perplessità e non solo degli insegnanti ma anche degli studenti e delle loro famiglie.
Noi di SBC consideriamo la decisione di Draghi di aprire le scuole al 100% con i dati pandemici nel nostro paese, una decisione politica sconsiderata, cinica e bara.

Scuola Bene Comune

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