Home Attualità Bianchi sugli Its: “Bisogna farli conoscere di più e fare sistema”

Bianchi sugli Its: “Bisogna farli conoscere di più e fare sistema”

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Far crescere sempre più gli Istituti Tecnici Superiori in Italia, sfruttando i fondi del PNRR e puntando sulla grande capacità di occupazione che hanno sui giovani (80%). Serve però aumentare gli iscritti, circa 20mila in tutto il Paese. Ne ha parlato in un’intervista al “Sole 24 Ore” il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi:

“Bisogna dare a tutti l’idea che gli Its sono un modo diverso di fare scuola, grazie alla capacità di coniugare la parte educativa teorica con un elemento operativo pratico che è la presenza delle imprese e del territorio”.

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“Stiamo lavorando su un sistema nazionale che valorizzi al massimo le presenze territoriali e che leghi gli Its della stessa regione e quelli che si occupano dello stesso settore – spiega il ministro – le fondazioni devono avere una sede e un corpo autonomo di insegnanti e collaboratori in un continuo interscambio con imprese e istituzioni. La nostra collaborazione con il Parlamento passa poi dal diventare il centro di iniziative formative non solo per i giovani”.

Bianchi fa poi chiarezza sul rapporto con le università: “Non c’è concorrenza tra Its e università o tra licei e istituti tecnici e professionali.  Its e università devono non soltanto dialogare fra di loro, ma avere ponti continui che leghino fra di loro istituzioni autonome”.

“Il lavoro di orientamento deve coinvolgere le scuole, le università, le imprese, tutta la comunità – conclude il titolare del dicastero di viale Trastevere – il tema degli Its è che bisogna farli conoscere di più. Bisogna dotare anche gli Its di strutture di diritto allo studio e di accoglienza come le università e le scuole.

In arrivo un miliardo e mezzo

Attraverso i fondi europei del Recovery plan, agli Its arriverà un miliardo e mezzo, considerando che tra le priorità del Pnrr c’è proprio la formazione e l’occupazione giovanile.

L’Indire, del resto, ha calcolato che nel 2020 l’80,1% dei diplomati in queste eccellenze del territorio ha trovato lavoro a un anno dal diploma, con punte che hanno raggiunto il 100%, e il 92% ha trovato un impiego in un’area coerente con il proprio percorso formativo.

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