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Bianchi tende la mano agli studenti che vogliono l’Istruzione integrata, stop a Pcto e aziende nella scuola

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È diventato sempre più saldo il filo diretto costruito dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, con gli studenti: nel pomeriggio del 2 marzo, il numero uno del dicastero dell’Istruzione si è video-collegato con i rappresentanti del Forum degli studenti per confrontarsi sui Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, i cosiddetti Pcto, e sul rapporto tra istruzione e mondo del lavoro. Le due parti, tuttavia, sembrano ancora lontane.

“L’incontro di oggi è stato un momento di confronto utile e positivo – ha dichiarato il ministro che aveva già incontrato gli studenti lo scorso 22 febbraio -. I Pcto sono pensati per offrire occasioni di orientamento, di sviluppo di competenze in coerenza con il percorso di studio di ragazze e ragazzi”.

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Avviato già un tavolo col ministero del Lavoro

Bianchi ha detto di avere “già avviato un tavolo con il ministero del Lavoro per un’analisi attenta in particolare degli aspetti che riguardano la sicurezza. Dall’incontro di questo pomeriggio sono arrivate osservazioni e proposte che intendiamo approfondire”.

“Il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti – ha tenuto a dire il ministro – è determinante per affrontare insieme le questioni più rilevanti che riguardano il nostro sistema di istruzione, in particolare le riforme e gli investimenti previsti con il Pnrr. Torneremo a incontrarci per proseguire questo percorso”.

Affiancare la teoria alla pratica

Da parte loro, gli studenti non arretrano con le richieste. Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, ha detto che “all’incontro con il Ministro abbiamo esposto, ancora una volta, le nostre riflessioni e rivendicazioni rispetto al tema del rapporto istruzione e mondo del lavoro: vogliamo l’abolizione dei Pcto e l’introduzione dell’istruzione integrata, che sappia immaginare un nuovo modo di affiancare alle nozioni teoriche una dimensione pratica e formativa, fuori, tuttavia, dalle dinamiche di produzione aziendali”.

Le proteste

L’apertura al dialogo e le parole di distensione del ministro degli studenti fanno seguito alle forti proteste giunte da diverse associazioni studentesche nei giorni scorsi, culminate con l’occupazione di alcune decine di scuole superiori, anche dagli Stati Generali della scuola svolti a Roma.

Le proteste sono andate crescendo soprattutto dopo gli incidenti sul lavoro che hanno portato alla morte, in meno di un mese, degli studenti Giuseppe Lenoci, nel Fermano, e di Lorenzo Parelli, in Friuli: entrambi erano iscritti a dei corsi professionali, mentre svolgevano uno stage formativo per imparare il “mestieri”.

Sono venuti a galla i problemi veri

“Da anni ribadiamo che non si può ritenere didattica ciò che educa al precariato, che sfrutta e uccide – continuano gli studenti – la morte di Lorenzo e Giuseppe in stage hanno solamente fatto venire a galla quelle che sono le contraddizioni di un modello di scuola servo delle logiche del mercato, della competizione e del profitto”.

“Con l’istruzione integrata – ha detto ancora Redolfi – vogliamo mettere in critica il sistema produttivo attuale, per costruire dai luoghi della formazione un modello diverso di società”.

La scuola deve trasformare il reale

Bianca Chiesa, dell’esecutivo nazionale dell’Uds, ha aggiunto: “Siamo stati ascoltati dal Ministro, ma ciò che chiediamo non sono approfondimenti e ulteriori riflessioni: vogliamo cambiamenti radicali del rapporto istruzione lavoro, ribadiamo la necessità di un tavolo di lavoro che rimetta in discussione il modello esistente, attraverso l’abolizione dei Pcto e delle altre forme attualmente vigenti di rapporto tra scuola e lavoro, distruggendo la logica di passività della scuola alle esigenze del mercato”.

“Vogliamo – ha concluso Chiesa – che la scuola abbia un ruolo trasformativo del reale e che le studentesse e gli studenti non possano entrare nella catena produttiva, ma la rivoluzionino”.

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