Home Generale Ecco la “Blue box”: per segnalare i bulli

Ecco la “Blue box”: per segnalare i bulli

CONDIVIDI

Si chiamerà “blue box” ed è l’idea lanciata dalla Prima Municipalità di Napoli insieme alla Questura che già dalla prossima settimana inizierà un “tour” di incontri nelle scuole materne ed elementari del territorio per permettere ai bambini di relazionarsi, spesso per la prima volta, con le divise della Polizia.

Si tratta di una scatola a disposizione dei piccoli studenti delle elementari per segnalare, con bigliettini anonimi, eventuali casi di bullismo a scuola.

L’occasione per fare il punto sulle iniziative a contrasto dei fenomeni del bullismo e delle baby gang è rappresentata dalla notizia di un’inchiesta della Procura per i Minorenni di Napoli che ha svelato un caso di vera e propria estorsione all’interno di una scuola media di Posillipo, quartiere della Napoli “bene” ma non per questo meno sensibile al fenomeno.

In mezzo alla notizia

Insieme all’idea di permettere ai bambini delle elementari di conoscere la Polizia di Stato “per far sì che già da piccoli la divisa diventi qualcosa di familiare e di amichevole, e non qualcosa da cui prendere le distanze”, è stato deciso anche di fornire alle scuole una “blue box”, una scatola “all’interno del quale i bambini possono mettere dei bigliettini nei quali segnalare se ci sono problemi o difficoltà, in maniera tale che il dirigente scolastico ne venga a conoscenza”.

E’ solo il dirigente scolastico, infatti, ad avere accesso alla blue box: qualora lo riterrà opportuno, il dirigente segnalerà il caso al vicequestore”.

Si tratta “di un percorso pilota ma che si potrebbe allargare anche al resto della città. E’ una cosa che va fatta perché, al di là della repressione che pure ci dev’essere, serve anche prevenzione e bisogna partire dalle elementari, paradossalmente anche alle medie potrebbe essere già tardi. Tutto questo servirà a bloccare sul nascere eventuali fenomeni di bullismo che solo il bambino direttamente interessato può conoscere e quindi segnalare”.