Home Attualità Bullismo, per vincerlo arriva la scuola zen: meditazione, canto corale e yoga

Bullismo, per vincerlo arriva la scuola zen: meditazione, canto corale e yoga

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La meditazione, il canto corale, lo yoga: sono questi gli “ingredienti” base, di origine chiaramente indiana, utilizzati in un istituto per combattere gli studenti bulli che si ostinano a voler primeggiare e ad imporsi. Si tratta di una scuola toscana, chiaramente speciale, che sperimenta insegnamenti zen.

Fondamentale l’approccio alla giornata

Il metodo adottato è quello di ‘Alice Project’, ideato dal maestro Valentino Giacomin, introdotto in via sperimentale, primo caso in Italia, nelle scuole primarie dell’Istituto comprensivo Don Milani, e in alcune scuole dell’infanzia, del territorio di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa (Firenze).

Alla base del metodo zen, vi è l’approccio diverso alla giornata scolastica: va fatto sempre con gioia, palline dai diversi colori con le quali riconoscere ed esprimere i propri sentimenti, e una candela per allenare livello di attenzione e capacità di concentrazione.

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Poi, certamente, serve la meditazione, il canto corale, lo yoga e altri strumenti volti a potenziare le capacità cognitive, sviluppare concentrazione e disciplina negli studenti.

Come è nata l’idea

I docenti, si legge in una nota, stanno applicando questi metodi “alternativi” dall’apertura del nuovo anno scolastico, dopo aver frequentato durante l’estate un percorso di formazione, voluto dalla dirigente scolastica Paola Salvadori.

“Il progetto è frutto di una rete condivisa – ha detto il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli -. Nelle scuole di Giacomin, attive in varie città indiane, è quasi assente il bullismo. Noi abbiamo il coraggio di investire sul sentimento della serenità, cominciamo da noi stessi e dalle nostre scuole”. Secondo il sindaco di Barberino Val d’Elsa Giacomo Trentanovi, “l’obiettivo del metodo è quello aiutare i bambini a trovare il loro punto di contatto e di equilibrio con il mondo di cui sono parti integranti, il nostro futuro dipende dall’importanza che sapremo dare al binomio crescita-educazione, sviluppo-cultura”.

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