Home Politica scolastica Chimienti (M5S), pronta interrogazione per abolire la chiamata diretta

Chimienti (M5S), pronta interrogazione per abolire la chiamata diretta

I dati del Miur, pubblicati sul quotidiano "Il Sole 24 Ore" dimostrano la débâcle della chiamata diretta che, come più volte sostenuto dal MoVimento 5 Stelle, non è trasparente e non è meritocratico

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Silvia Chimienti del M5S scrive sul suo profilo Facebook che la chiamata diretta, quella che doveva essere l’innovazione più importante della “Buona Scuola”, si è rivelata un flop!

Anche i dati del Miur, pubblicati sul quotidiano “Il Sole 24 Ore”, continua l’On. Chimienti sul suo post di facebook, dimostrano la débâcle di questo strumento che, come più volte sostenuto dal MoVimento 5 Stelle, non- trasparente e non-meritocratico.

Sarebbe già pronta, ci comunica la stessa deputata del MoVimento 5 Stelle, un’interrogazione parlamentare a sua prima firma, per chiedere che il Governo abolisca la chiamata diretta e gli ambiti territoriali e, ripristini la titolarità su cattedra e il sistema, più trasparente e meritocratico, delle graduatorie.

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In questa interrogazione parlamentare, rivolta in prima persona alla Ministra della pubblica Istruzione Valeria Fedeli, si specifica che la chiamata diretta non funziona e anche gli stessi dirigenti scolastici non la utilizzano. La chiamata diretta dei docenti titolari di ambito da parte dei dirigenti scolastici avrebbe dovuto garantire alle scuole italiane, secondo la ratio della legge, i docenti con le competenze più adatte alle esigenze dei PTOF, invece è stata snobbata dalla maggior parte dei dirigenti scolastici, trasformando quella che sarebbe dovuta essere un pilastro della cosiddetta “Buona Scuola” in un clamoroso fallimento.

Nella suddetta interrogazione parlamentare saranno analizzati i dati pubblicati dal Miur e resi noti dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” in data 1 ottobre 2017, in cui si specifica che nelle operazioni di mobilità 2017/2018 sono stati incaricati triennalmente dai presidi meno del 30 percento dei circa 12 mila insegnanti finiti titolari negli ambiti territoriali, quindi, poco più di 3.300. Mentre tra gli insegnanti neo-immessi in ruolo la chiamata per competenze da parte del dirigente scolastico ha interessato meno della metà delle persone, ovvero 12.976 docenti sui complessivi 27.388 assunti al 13 agosto.

Un flop che ha una lettura anche di tipo geografico, sottolinea la deputata Chimienti, infatti il boicottaggio della chiamata diretta è stato maggiore al Centro–Sud, mentre al Nord Italia le percentuali di docenti selezionati sono state del 66 per i neo immessi in ruolo e del 29 per i trasferimenti.

In buona sostanza in questa interrogazione parlamentare viene evidenziato che la Chiamata Diretta è uno strumento fumoso e lesivo di alcuni diritti che hanno garantito finora il reclutamento e l’assunzione degli insegnanti nella scuola statale, per cui viene chiesto alla Ministra Valeria Fedeli se vorrà prevedere l’abolizione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali, dopo l’evidente flop di cui in premessa, e il contestuale ripristino della titolarità su cattedra e del sistema, più trasparente e meritocratico, delle graduatorie.