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Come fare cittadinanza digitale con alunni di 6 anni

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Fare cittadinanza sin dalla scuola dell’infanzia? Possibile un percorso didattico sulla cittadinanza digitale già con bambini di 6 anni? (VAI AL CORSO) Assolutamente sì, dobbiamo essere all’altezza di questa sfida pedagogica. Il passaggio da Cittadinanza e Costituzione a Educazione civica, previsto dalla legge n. 92 del 2019, non toglie nulla alla sostanza della questione: formare piccoli cittadini, e farlo ricorrendo alle buone pratiche, alla riflessione, a strategie di ricerca-azione, dedicando un’attenzione particolare alla prospettiva digitale.

Adolescenti vs bambini: quali obiettivi

Lavorare sulle competenze digitali in chiave civico-educativa è un obiettivo centrale perseguibile anche con bambini di tre anni, sebbene, naturalmente, al crescere dell’età dei discenti potremo sperimentare traguardi sempre più ambiziosi.

In altre parole, educare gli adolescenti al digitale significa fornire loro gli strumenti per fare un uso consapevole della rete e dei social media, tale da permettere al ragazzo-cittadino, da un lato di difendersi dai pericoli della rete; dall’altro di essere rispettoso della Netiquette e dunque di non costituire egli stesso una minaccia per i coetanei, con atti, ad esempio, di cyber-bullismo.

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Educare i piccolissimi, dai tre ai sette/otto anni, invece, comporta affiancarli quando ancora non sanno (o sanno a stento) leggere e scrivere ma si ritrovano in mano un aggeggio elettronico, magari spinti da un adulto entusiasta. In questo caso, naturalmente, l’obiettivo di un formatore sarà piuttosto quello di preparare il bambino al fatto che il proprio sviluppo cognitivo ed emotivo avrà a che fare anche col mondo digitale.

Se è vero, cioè, come ci insegna Piaget, che le interazioni con l’ambiente formeranno il bambino sin dalla più tenera età, evolvendosi e ristrutturandosi durante tutto l’arco della vita in termini di quantità e di qualità delle competenze acquisite, allora è un fatto che il bambino di tre anni dovrà maturare una concezione non solo del sé, degli altri, del tempo e dello spazio, ma del sé, degli altri, del tempo, dello spazio reale e dello spazio digitale. Man mano che attraverserà le sue fasi di sviluppo, dalla pre-concettuale a quella delle operazioni formali, dovrà integrare il digitale nelle esperienze che compirà. È normale che sia così ed è giusto che il docente lo guidi con competenza in questa fase delicata.

Per un apprendimento graduale e cauto

Ora, come si traduce operativamente questa considerazione? Cosa significa fornire al bambino piccolo o piccolissimo la competenza di relazionarsi allo spazio virtuale? Naturalmente ci vengono in aiuto il gioco, la didattica ludica, le best practices. Esistono infatti tutta una serie di strumenti e strategie che aiutano il docente a fare familiarizzare il bambino con le tecnologie prima ancora di mettergli in mano una tecnologia, all’insegna di un apprendimento graduale e fortemente cauto.

A questo proposito, tra la nostra offerta formativa vi segnaliamo il corso del docente Rodolfo Marchisio, in programma dal 26 novembre al 3 dicembre:

Digibimbi e idee per una didattica digitale nella scuola dell’infanzia e primaria. Motivazioni, proposte e materiali.

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