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Come imparare il latino ed essere felici

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Da cinque anni la Consulta Universitaria degli studi latini ha iniziato a sperimentare un test nei licei e a metà giugno fa il punto sui risultati del progetto.

In pratica si tratta di studiare il latino come si fa con una lingua straniera moderna e a conclusione del percorso certificare, come si fa con la griglia delle competenze europea, il livello raggiunto: A1, B1 o C1 ecc.

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E in alcune regioni, scrive Il Corriere della Sera, gli studenti possono già ottenere la certificazione delle loro competenze in latino.

 

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Cominciata in Liguria e Lombardia nel 2011 la sperimentazione aveva coinvolto nel 2014 oltre 400 liceali a Milano. Dopo il progetto si è esteso in Piemonte, Sicilia, Veneto, a Trento e Ferrara. Funziona così: l’Ufficio scolastico regionale firma un protocollo con la Consulta Universitaria degli Stuti latini che diventa l’ente certificatore. In primavera i ragazzi degli ultimi due anni (di solito) del liceo possono sottoporsi alla prova. Ottengono la certificazione che per ora è divisa in due o tre livelli a seconda delle regioni.

La fase due del progetto prevede ora che la Consulta trovi un modello nazionale, da proporre a tutti gli uffici scolastici regionali o addirittura al Ministero dell’Istruzione per far diventare la certificazione ufficiale.

«Non ci facciamo troppe illusioni che possa servire per il mondo del lavoro, come invece succede per le lingue straniere, anche se nel curriculum va messa. Ma certamente potrebbe avere un rilievo nelle Università».

Spiega Carmela Palumbo, direttrice generale per gli orientamenti scolastici al ministero: «Certamente si tratta di un esame diverso da quello che si fa per le lingue moderne perché non è un test di comprensione orale, ma di competenze. Se può avere un valore di autovalutazione e orientamento per i ragazzi e se può avere un aggancio agli studi universitari successivi, cioè se le Università di studi classici riconoscono un valore alla certificazione, noi la reputiamo molto interessante».